Ah, se gli uomini sapessero che l’organismo visibile intergalattico è formato da miliardi di galassie come la via lattea, alla quale noi apparteniamo! Se gli uomini sospetÂtassero minimamente che la stessa via lattea contiene seicento milioni di soli, come quello che ci riscalda e ci dà la vita sul pianeta terra. E se gli uomini comprendessero che essi rappresentano NIENT’ALTRO che i batteri del sistema solare, nel quale vige il rapÂporto della quinta musicale. Ah, se gli uomini capissero che il vostro sistema planetario è il batteÂrio della Via Lattea. Se gli uomini si aprissero all’Intelligenza del Cuore e dell’Intendimento. Se gli uomini sospettassero appena che puranche la nostra galassia è soltanto un virus nell’economia del Cosmo infinito… e pensare che la Luce, con tutta la sua velocità , non sarebbe in grado di attraversarla da un capo all’altro. Ah, se gli uomini si rendessero conto che invero non sanno nulla di nulla. Se gli uomini intuissero che pure ciò che vedono con gli occhi del corpo è semplicemente il prodotto della trasmissione cosmica di organismi più grandi, e che noi, a nostra volta, trasmettiamo altre immagini virtuali ad organismi più piccoli, e che di filmati ne esistoÂno un’infinità , negl’infiniti mondi ed universi paralleli, e che il nostro non è che uno dei tanti. E’ come se ognuno dei miliardi di neuroni che operano nel nostro cervello avesse una diversa realtà . Essi sarebbero confinanti, reciprocamente necessari, ma ignari della loro interdipendenza. Miliardi di mondi virtuali in un’unica testa, il Cosmo. E fin qui nulla da obiettare. Potremmo solo “invitare” i vari neuroni a scambiarsi le informazioni. Ognuno di essi vedrebbe miliardi di altri filmati. Quanta ricchezza ne deriverebbe. In quel caso diremmo che dallo stato passivo e di sonno, i neuroni sono passati allo stato attivo e di veglia.
Ipotizziamo che un dittatore pernicioso s’inserisca nelle trasmissioni di ognuno di quei neuroni. Essi immaginerebbero che gli altri filmati siano per loro deleteri. Penserebbero di distruggerli. Non si renderebbero conto di creare - in tal modo - la Terra Desolata. In un primo tempo, la solitaria unicità dell’essere li riempirebbe d’orÂgoglio. Dopo non molto, però, inizerebbero ad annoiarsi. Il continuare a trasmettere diventerebbe inutile. Tutta la loro esistenza inutile. Un cinematografo, dove proiettaÂno un solo filmato. Che tristezza. Che solitudine. Che noia. Meglio la follia e la morte.
E pensare che gli altri neuroni sono vicini a noi. Basta chiamarli. Non sono distanti. Sono solo su altre frequenze. Non è questione di velocità nello spazio. È solo un proÂblema di salto quantico, di transizione di fase.
Vedi, caro ex automa in ribellione sul cammino dell’evoluzione, quando l’acqua diviene ghiaccio non ha percorso delle distanze. Ha cambiato unicamente la sua frequenza vibratoria. La Musica è la via d’uscita. Iside, Orfeo, Manannann MacLir, il cantore celtico, Dioniso e le Sirene v’indicheranno la strada.












