I Circuiti Oscillanti
L’articolo che state per leggere mi ha richiesto più di una settimana di lavoro per recuperare i documenti necessari alla sua compilazione, e purtroppo risulterà un po’ lungo. Ma se avrete l’accortezza e la pazienza di leggerlo attentamente sino in fondo scoprirete che il tempo che gli avete dedicato sarà valso la pena. Il 16 novembre 2007 portai a compimento una doverosa precisazione informativa, rivolta espressamente alla redazione di Striscia la Notizia. Il caso in questione riguardava un medico tedesco, tal Peter Schreiber, il quale compiva diagnosi ritenute invasive per mezzo di attrezzature elettromedicali per le quali, dalle indagini, risulterebbe ‘non abilitato’ [link]. Ciò che letteralmente mi sconvolse di quel servizio non fu tanto l’aver pizzicato l’ennesimo presunto ‘praticante’ dalla dubbia competenza e moralità, il quale si concedeva il lusso di farsi pagare ben 300 euro a visita, ma fu l’attacco marcatamente mirato alla tecnologia in uso, ossia lo “Zapper”, il famoso strumento elettromedicale progettato dalla Dr.ssa Hulda Regehr Clark Ph.D, recentemente scomparsa il 3 Settembre del 2009 [link]. Nel servizio, il noto ‘inviato’ pisano Max Laudadio [link], non ebbe per un solo istante a concentrarsi espressamente sulla dubbia attività svolta dal Dr. Schreiber, vera ragione della sua presenza in loco, ma si abbandonò unicamente e totalmente al dileggio di questa tecnologia, come se l’attività, o la presunta cialtroneria del medico tedesco fossero dipese automaticamente della serietà o meno dello strumento in uso. Così, durante l’esposizione dei fatti nella prima edizione del mio blog, accusai, e forse nemmeno troppo velatamente, Striscia la Notizia di aver compiuto una formidabile quanto mirata campagna di disinformazione a sostegno del Cartello Farmaceutico [link]. Sebbene ricordo di aver precisato nel mio articolo che sotto accusa non fu l’operato in generale, poiché certi servizi resi da Striscia sono stati davvero utili ai cittadini italiani, e questo è innegabile se si prende in considerazione singolarmente caso per caso, ma fu lo scarso senso critico dimostrato nell’atto di voler a tutti i costi demonizzare un dispositivo che DI FATTO funziona. L’essersi avventati contro lo Zapper, senza nemmeno aver tentato di comprendere su quale principio fisico esso si basi, non può far altro che suggerire che l’attività svolta dalla redazione nei confronti di questo caso specifico possa venire giudicata dalla pubblica opinione, almeno quella più informata, nelle seguenti modalità:
1) La redazione di Striscia la Notizia non è una vera e propria redazione responsabile, composta da giornalisti “specializzati” nelle singole discipline scientifiche, pertanto non si è occupata, o non ha ritenuto il caso di farlo, di verificare in profondità i principi fisici operanti attraverso lo strumento sotto accusa, in modo da fornire un più corretto servizio informativo al cittadino, il quale ha tutto il diritto di sapere come realmente stanno le cose. Se questa ipotesi fosse valida allora dovremmo parlare di negligenza.
2) La redazione di Striscia la Notizia, così come molte altre, possiede un potere decisionale assai limitato sulle argomentazioni da trattare, ed è di fatto asservita al potere del mercato pubblicitario, interamente gestito dalla medesima società che produce e trasmette il programma: Mediaset, la quale detiene il 65% del mercato pubblicitario televisivo ed il 36% dell’intero mercato pubblicitario [link]. Non occorre a questo punto sottolineare che le compagnie farmaceutiche spendono annualmente in marketing cifre esorbitanti. “Il 28 Novembre 2008 la Direzione Generale Antitrust della Commissione europea ha pubblicato la relazione preliminare di un’indagine in materia di concorrenza riguardante il settore farmaceutico […] L’inchiesta mostra […] che tra il 2000 e il 2007 le compagnie ‘originators’ esaminate hanno speso il 17% dei ricavi della vendita di medicinali soggetti a prescrizione in attività di ricerca e sviluppo -- di cui solo l’1.5 % per trovare nuove molecole e medicinali e il resto principalmente in test clinici -- un terzo in meno di quanto speso in marketing.” [link]
Parlando quindi di un ammontare quantificabile in MILIARDI di EURO, è logico e plausibile prendere in considerazione la vaga ipotesi che sarà assai difficile per una holding come Mediaset andare contro i propri interessi economici, descrivendo in un servizio satirico l’efficacia di uno strumento alternativo a un farmaco, con proprietà analgesiche e curative dimostrate e totalmente privo della benché minima controindicazione? E chi lo prenderebbe più anche un semplice analgesico?
“Tempi duri per chi soffre frequentemente di mal di testa, dolori reumatici o forti dolori mestruali e ricorre spessissimo agli antidolorifici. Dopo la messa al bando del Vioxx e di tutti i farmaci a base dello stesso tipo di molecole, i cosiddetti Cox2, gli studiosi hanno messo sotto accusa altre due famiglie di medicinali: quelli a base di ibuprofen, come il Moment e il Buscofen, e quelli che contengono il diclofenac, come il Voltaren. Le due sostanze, infatti, aumentano le percentuali di rischio per l’infarto. La notizia è stata diffusa dal quotidiano britannico The Guardian, dopo che sull’autorevole rivista British Medical Journal è stata pubblicata una ricerca dell’Università di Nottingham sui rischi legati agli antidolorifici. Le autrici dello studio epidemiologico, Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland, hanno identificato 9.218 pazienti in Inghilterra, Galles e Scozia, tra i 25 e i 100 anni, che hanno già sofferto di un primo infarto e li hanno tenuti sotto osservazione. Nelle valutazioni finali, naturalmente, sono stati considerati i fattori come l’età, le malattie cardiovascolari diagnosticate, il fumo e il consumo di altri farmaci, come l’Aspirina che riduce il rischio di un attacco di cuore. Il risultato è stato che con il consumo di ibuprofen il rischio infarto cresce del 24 per cento, mentre con l’assunzione di diclofenac aumenta addirittura del 55 per cento. Per quanti hanno curato il dolore con il rofecoxib, il principio attivo del Vioxx, il rischio infarto è salito del 32 per cento, contro il 21 per cento in più di un altro Cox2, il celecobix contenuto nel Celebrex. In Gran Bretagna l’attenzione si è tutta concentrata sull’ibuprofen, da sempre considerato uno dei farmaci più sicuri del mercato e usatissimo come sostituto del Vioxx. Secondo le ricercatrici, ogni 1.005 persone ultra sessantacinquenni che assumono ibuprofen, uno subirà un infarto. E per capire l’impatto dei numeri, è bene considerare che solo oltremanica i pazienti che soffrono di artrite e sono quindi potenziali consumatori di antidolorifici, sono circa 9 milioni.” – Estratto da “Il salvagente” n° 24 del 16-23 giugno 2005 -- Inviato da Marco M.
Osservate dunque il filmato che feci nel 2007.
Avete notato il comportamento del giornalista? L’intero piano d’accusa è rivolto al 100% nei confronti dello stumento Zapper. Così, dopo aver esternato pubblicamente la mia indignazione arrivò preconfezionata la risposta della redazione di Striscia rivolta direttamente al sottoscritto, che riporto qui di seguito integralmente per dovere di cronaca. Vi prego di leggere con molta attenzione e di notare come è stato posto l’intero discorso, il quale non si concentra nemmeno per un solo istante alla questione specifica delle calunnie senza fondamento rivolte nei confronti della tecnologia Zapper, ma sottolinea, in un delirante sproloquio, il loro “…impegno costante e continuo, che riscuote il consenso di milioni di persone che ci seguono, si rivolgono a noi per essere tutelate e per dirci che apprezzano il nostro lavoro”. Ora, non è difficile immaginare quanto sia semplice riscuotere il consenso di milioni di persone quando si trasmette in prima serata da un Network Nazionale come Canale5. E’ la legge dei numeri, se peschi in uno stagno molto popolato un bel po’ di pesci abboccheranno. Ad ogni modo, come stavo dicendo, non misi affatto sotto accusa il loro operato, ma semplicemente domandai con effetto immediato una rettifica a una GRAVISSIMA scemenza scientifica, emersa dalle dichiarazioni dell’inviato Max Laudadio: “Però abbiamo chiesto. (a chi? N.d.A) Ci hanno detto che è impossibile, scientificamente, che un impulso elettrico emesso dall’esterno possa raggiungere i parassiti o i virus”. Chi fu il grande genio? Topo Gigio? Ebbene, a tutt’oggi questa rettifica non è mai arrivata, anzi, nella parte che ho sottolineato addirittura fui accusato io di non aver posto alcuna prova del contrario, mentre nel filmato che avete appena visto, lo feci eccome.
“Vogliamo replicare, noi sì inorriditi, alle numerose falsità contenute nel post apparso su AutomiRibelli a proposito del servizio di Striscia la Notizia sullo Zapper, in cui ci si accusa addirittura di asservimento alla inquisizione farmocratica italiana che controlla il mercato!!! A fronte di queste farneticanti affermazioni sta la storia ventennale di Striscia, con le sue battaglie a difesa di consumatori e pazienti, che da sola basta a dimostrare quanto siano false e ridicole le accuse che ci vengono rivolte. Ma vogliamo ugualmente ricordare, nello specifico, i nostri servizi sul sangue infetto, quando abbiamo assistito le vittime che hanno contratto l’epatite C e partecipato al processo con i nostri inviati; i numerosi servizi sui prezzi dei farmaci; le frequenti e importanti incursioni compiute negli ospedali dislocati in ogni parte d’Italia per denunciare abusi, stati di degrado, episodi di malasanità; i servizi su medici che esercitavano in modo improprio o truffaldino la propria professione. Un impegno costante e continuo, che riscuote il consenso di milioni di persone che ci seguono, si rivolgono a noi per essere tutelate e per dirci che apprezzano il nostro lavoro. Un impegno, inoltre, che ha avuto il riconoscimento delle associazioni per la tutela dei diritti del malato, delle organizzazioni per la cura delle malattie, di associazioni di utenti e consumatori. Un impegno che ci ha spesso portato l’ostilità di ambienti legati a interessi corporativi e delle case farmaceutiche. Il nostro servizio sullo Zapper nasce da precise segnalazioni di persone che, in un momento particolarmente difficile della loro vita, si sono affidate a dottori senza scrupoli che sfruttano la debolezza e la voglia di speranza per aumentare il proprio fatturato. E questo aspetto è talmente evidente che nel suo post non può fare a meno di sottolinearlo, mentre non è in grado di portare un solo elemento concreto per dimostrare che il nostro servizio non diceva la verità. Rispettiamo le scelte individuali sulla propria salute, quando però sono fatte dopo aver valutato criticamente tutte le possibilità, i pro e i contro delle varie terapie. Non siamo asserviti a nessuno e non abbiamo tesi precostituite: riteniamo però nostro dovere mettere in guardia contro l’influenza e la pressione di dottori dal comportamento eticamente discutibile. Ecco le nostre “spiegazioni”. Ora ci piacerebbe proprio ascoltare quelle di chi crea false accuse contro di noi…” La redazione di Striscia la Notizia – 16/11/2007
Avete notato come in nessun modo la loro replica affronti anche per un solo istante il contenuto dei filmati della SquareWave Research Lab che misi a disposizione, i quali dimostrano a tutti gli effetti che un impulso elettrico trasmesso dall’esterno è perfettamente in grado di uccidere non solo i parassiti, ma anche i virus, per effetto di un meccanismo tanto semplice quanto banale: la RISONANZA, un meccanismo che oggi gli scienziati sembrano costretti, date le evidenze, a prendere in seria considerazione, come dimostra questo servizio della Fox intitolato: “Shake it! Scientists say viruses may be shaken to death”, tradotto “Scuotili! Gli scienziati dicono che i virus potrebbero venire scossi fino alla morte” utilizzando appunto il medesimo principio della RISONANZA, per mezzo del quale un bicchiere può venire frantumato dalla voce umana [link]. Ma non è quello che dissero George Lakhovsky, Raimond Royal Rife e Nikola Tesla già negli anni ’20!? Sebbene tutti i nuovi studi compiuti in questo campo prendono spunto dai loro brevetti [link], perché si persiste nel volere ignorare i loro fondamenti?
George Lakhovsky e la Cabala
«I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri.» -- Albert Einstein
Quando si parla di ‘energie sottili’ o di ‘strumenti elettromedicali’ non si può fare a meno di menzionare il nome del grande pioniere russo George Lakhovsky, il quale, proprio come l’inventore Nikola Tesla, morì pressoché dimenticato. Lakhovsky nacque nel 1870 a Illia nel distretto di Vileuka, ad una cinquantina di chilometri da Minsk, in Bielorussia. Sin da piccolo mostrò un’eccellente trasporto per l’inventiva e la progettazione, a cominciare dalla costruzione, a soli sei anni, di un piccolo mulino costituito da una ruota a palette azionata dall’acqua di un ruscello che attraversava la proprietà del nonno. Estremamente interessato alle Scienze ingegneristiche, nonché alla sua grande passione, la pittura, a soli 18 anni lasciò Minsk con tutta la famiglia, finché nel 1894 si diplomò a pieni voti presso la Scuola delle Arti e Mestieri di Odessa. Nel 1899, con la benedizione del padre, un severo ed erudito Giudice della media borghesia, si recò in Francia dove cominciò a seguire i corsi di specializzazione alla Sorbona, alla Ponti e Strade, all’atelier di Cormon e alle Belle Arti. Purtroppo però la sua passione per la pittura svanì di colpo al ritorno da un viaggio avvenuto in Italia nel 1903, esattamente un anno dopo aver passato l’esame alla Scuola del Louvre. I capolavori che vide nel nostro paese lo colpirono così profondamente che il giudizio e l’opinione di se gli impedirono di vedere in ciò che dipingeva la benché minima qualità. Così, su consiglio del suo maestro Georges Lafenestre, decise di abbandonare temporaneamente la pittura per dedicarsi a tempo pieno ai suoi progetti e alle sue invenzioni. In breve tempo divenne un inventore distinto e sopraffino per via di alcuni progetti presentati al Comitato Tecnico delle Ferrovie e al Ministero dei Lavori Pubblici. Successivamente, questo successo gli permise di farsi molti amici importanti persino tra le alte cariche governative francesi, le quali favorirono spesso il suo estro e sostennero, per quanto possibile, la sua battaglia personale. Una battaglia combattuta in un campo di ricerche decisamente importanti quanto ‘pericolose’. Fu così che George Lakhovsky ebbe a che fare con un gruppo che egli definì la Cabala. In francese il termine Cabale significa sia letteralmente Cabala, sia in senso spregiativo cricca di persone, combriccola, sia intrigo e macchinazione. Lakhovsky, dopo il grande successo ampliamente documentato delle sue ricerche, improvvisamente, nel 1942 mentre si trovava a New York (alcuni ricercatori asseriscono che fosse in visita all’amico Nikola Tesla), venne investito da un’automobile. Nonostante il colpo, Lakhovsky assicurò ai tre uomini presenti nel veicolo di stare bene e di essere in grado di camminare da solo, ma questi insistettero per condurlo in ospedale, dove, stranamente, morì tre giorni dopo in circostanze ancora bene da chiarire.
La teoria di Lakhovsky sui Circuiti Oscillanti
«Ogni centimetro quadrato del nostro corpo è attraversato ogni secondo da settanta miliardi di neutrini, ciascuno dei quali è emerso, otto minuti prima da un protone nella regione centrale del Sole. Ogni volta che diamo un’occhiata al Sole passa ogni secondo attraverso il nostro occhio un numero di neutrini maggiore del numero della popolazione mondiale» Paul Charles William Davies (Londra, 22 aprile 1946), Fisico, Saggista e Divulgatore Scientifico inglese.
Verso la fine della prima guerra mondiale, primariamente per allontanarsi dalla delusione a seguito dalla sua fugace e infelice esperienza di pittore, Lakhovsky tornò a frequentare i suoi due eterni amori: la Fisica e la Biologia, quando quasi per caso incontrò quella che forse è tutt’ora la sua intuizione più geniale, riguardante le cellule e l’origine della vita:
“Mentre studiavo il nucleo con i suoi filamenti aggrovigliati, cromosomi di qualche micron di lunghezza, condriomi molto più piccoli, fui colpito dalla rassomiglianza di questo sistema con un circuito elettrico oscillante. Scorgendo al microscopio questi minuscoli filamenti agitarsi come un esercito di operai in un’immensa fabbrica, e questo in un minuscolo spazio da 10 a 15 millesimi di millimetro (micron), non si può non essere colpiti dalla grandezza e dal genio del Creatore che realizza questo capolavoro. Quando in un lampo di genio, ebbi l’intuizione che queste moltitudini di piccoli filamenti ultramicroscopici, con la loro vibrazione, hanno ciascuno la loro vita propria e non sono altro che dei circuiti oscillanti, esclamai in uno slancio di gioia: ‘Ecco la soluzione del problema che mi sono posto per tutta la mia esistenza…’ poiché quante volte mi ero chiesto, come tanti altri, qual’è la forza che fa crescere miliardi di tonnellate di esseri viventi sulla superficie della Terra, qual’è la forza che distrugge tutti gli anni una moltitudine di questi esseri, che sia un giorno, un mese o cent’anni dopo la loro nascita. Certo, non posso dire che questa idea desse la chiave immediata di questo immenso problema. Ma era un nuovo chicco che germogliava e che, ora, stava diventando un albero enorme: la mia teoria dell’oscillazione cellulare. Beninteso, questa idea del lavoro cellulare con l’energia elettrica oscillatoria non mi abbandonava più. Ma incontrai una grossa difficoltà a confermare questa ipotesi, poiché la fisica ci insegna che un circuito oscillante non può vibrare senza l’induzione di un’energia radiante. Quale poteva essere questa energia radiante? Questo era il problema. Pensai dapprima all’elettricità atmosferica. Ma esitai molto ad adottare questa ipotesi, poiché sappiamo che un circuito può oscillare in risonanza solo sulla sua frequenza propria, eccitato da un’onda di lunghezza appropriata, e dubitavo che ogni circuito cellulare potesse trovare nel campo atmosferico la sua lunghezza d’onda propria per entrare in risonanza.” -- [1][link]
Quale teoria poteva quindi sposare a quel tempo Lakhovsky per arrivare a trovare la fonte di questa straordinaria radiazione in grado di eccitare il moto ciclico delle cellule viventi? Il mondo scientifico di quel periodo si stava pian piano appassionando alle scoperte degli astrofisici Hess [link], Rutherford [link], Gockel [link], Kolhörster [link], relativi alle onde cosmiche ultra-penetranti, così, Lakhovsky, ipotizzò che si potesse attribuire a queste onde provenienti dal cosmo la causa dell’oscillazione di questi filamenti cellulari. Una oscillazione che in qualche modo stranamente permane anche alla morte della cellula, così come dimostra il lavoro del Prof. Carlo Ventura svolto all’Università di Bologna, il quale in un’intervista asserisce: “… Alla morte della cellula diciamo che rimane una vibrazione intrinseca ancora bene da chiarire”[*]. Come può dunque rimanere una ‘vibrazione intrinseca’ in una cellula morta? Se la cellula è un apparato oscillante, da dove assorbe, ma soprattutto da dove proviene l’energia necessaria a farla oscillare? L’idea di Lakhovsky, volta in questa direzione, non è affatto una fesseria, e qui probabilmente consta la palese ragione di tanto accanimento nel voler distruggere il suo lavoro e disinformare il pubblico circa il funzionamento dei dispositivi costruiti dopo le sue scoperte.
“Ma, d’altra parte, mi domandavo, perché la vita e la morte? Scoprii presto che le onde cosmiche hanno un campo estremamente variabile. Poiché questa forza presiede alla divisione cellulare, le sue variazioni comportano l’arresto dell’oscillazione cellulare e la morte delle cellule. Per rimediare a queste variazioni delle onde cosmiche, pensai che bastasse disporre di un campo elettromagnetico ausiliario capace di assorbire e di filtrare grandi picchi di queste variazioni. Fu allora che costruii il mio radio-cellulo-oscillatore che mi dava, in un raggio di qualche metro, un campo da 2 a 10 metri di lunghezza d’onda.” [2]
Anche Nikola Tesla affidava compiti miracolosi a questa ‘risonanza’, immaginando chissà quali energie questo principio fosse in grado di formulare, quando invece, col senno del poi, vediamo che la risonanza dei circuiti sia elettrici che meccanici trasforma solamente l’impedenza, ma il bilancio energetico rimane sempre l’originale. Visto che le cellule costituenti il nostro corpo sono generatori di bio-elettricità dalle diverse dimensioni, con i loro cromosomi, i quali sono grossi filamenti tubolari oscillanti, i loro condriomi, molto più piccoli e oscillanti a frequenze più alte, e i fasci di conduttori che le collegano ai vari utilizzatori, Lakhovski ritenne che avessero proprietà oscillatorie proprie, dipendenti dalla loro dimensione e secondo le loro armoniche. Ne risultava che queste oscillazioni potevano avere dai 3 metri ai pochi micron di lunghezza d’onda. La difficoltà ad oscillare di una cellula quindi rappresenta per Lakhovsky la malattia, processo reversibile solamente facendo in modo che essa riprenda il suo ritmo originale.
Nel 1924 Lakhovsky tenne una conferenza alla Scuola Superiore delle P.T.T. illustrando le sue teorie circa l’emissione di frequenze da parte degli esseri viventi. Da indagini eseguite con apparecchi appropriati, si era convinto che gli uccelli migratori dovevano il loro orientamento alla facoltà di emissione di onde che possono captare grazie ad un processo analogo a quello dell’auto-elettrificazione, dovuto allo sfregamento delle piume. Lakhovsky si convinse che le malattie sono dovute primariamente a squilibri di radiazioni analoghe. Infatti, le cellule, sono composte da un protoplasma contenente sostanze come ferro, fosforo, cloro, ed elementi che oscillano continuamente a frequenze probabilmente più elevate dei raggi X. Ad esempio, un microbo oscillante a una frequenza diversa è in grado di ridurre, per effetto meccanico della risonanza, il ritmo vibratorio della cellula fino a portarla alla morte. Per Lakhovsky, l’unico rimedio possibile in questi casi è di agire meccanicamente sull’oscillazione cellulare, rinforzando la radioattività del sangue, o esponendo il paziente ad una emissione hertziana più elevata possibile, per esempio con lunghezze d’onda inferiori a 1,5 m. Così, convinto di questa idea circa le onde cosmiche, una volta completato il suo primo modello di Oscillatore a Onde Multiple, fu incoraggiato ad eseguire i suoi esperimenti al famoso Ospedale Salpetrière, tutt’ora considerato uno dei più efficienti e migliori ospedali del mondo [link].
“Nel gennaio 1924, mia figlia soffriva di dolori di stomaco. Conoscendo il Dr. Gutmann, specialista dello stomaco, lo pregai di venire. Aveva già sentito parlare delle mie teorie sull’oscillazione cellulare, che avevo presentato nel corso di una conferenza radiotrasmessa dal Laboratorio della Scuola Superiore di P.T.T. ed in certe riviste e diversi giornali. Gli mostrai il mio apparecchio e gli profetizzai che con questo metodo, in futuro, si sarebbero potute guarire molte malattie e forse persino il cancro. Fu a quel punto che mi disse immediatamente ‘Perché non venite a lavorare con noi alla Salpetrière sui gerani inoculati con il cancro?’”. [3]

Lakhovsky al Salpetriére
La prima cosa che salta immediatamente agli occhi alla lettura di questo passaggio è l’apertura mentale di un Dottore di quell’epoca, il quale, vivamente interessato, propone ad un ingegnere di larghe vedute di andare a lavorare in uno dei più grandi ospedali del mondo. Se solo qualcuno provasse a fare altrettanto oggigiorno, verrebbe spedito a calci nel culo in un gulag senza nemmeno fargli il processo. Così mi vengono in mente le parole del compianto Giuliano Preparata (1942-2000), che alla domanda della giornalista Milena Gabanelli “Se Einstein vivesse oggi, cosa succederebbe?” rispose: “Einstein, che pubblicò nel 1905 tre lavori fondamentali che innescarono tre rivoluzioni scientifiche, era stato sbattuto fuori dal Politecnico Federale di Zurigo e lavorava come esaminatore federale dell’ufficio brevetti di Berna. Einstein aveva 27, 28 anni, inviò i suoi lavori e furono pubblicati. Se Einstein fosse vivo e mandasse dall’ufficio federale dei brevetti di Berna, al Phisical Review, a Nature, a Science, non verrebbe sicuramente pubblicato, senza il minimo dubbio. […] Occorrerebbe destinare una piccola percentuale, il 5% o meno, dei fondi statali alle ricerche non accademiche, non convenzionali. Questi inventori che abbiamo visto potrebbero accedere a dei fondi. Il 5% dei fondi statali sono una piccola fetta che non toglie nulla alla scienza ufficiale ma potrebbero contribuire a dare un enorme impulso a queste persone che hanno idee nuove. Ma se noi andiamo a chiedere all’accademia di dare a costoro la possibilità di distruggere il loro monopolio, non glielo daranno mai.” [link] Eh già, non glielo daranno mai, proprio come domandare a Mediaset di detrarre qualche milione di Euro dai suoi 3.883 MILIARDI di EURO di fatturato (dato del 2009) [link], per evitare di pubblicizzare un qualsiasi analgesico ad alto potenziale d’infarto. Così, Lakhovsky, iniziò i suoi esperimenti sotto la supervisione del Prof. Gosset e del Dr. Gutmann.
“Per quindici giorni, feci ogni tipo di esperimenti sottoponendo alla radiazione del mio apparecchio diverse talee di gerani inoculati con il cancro, gli uni per due o tre giorni consecutivi, per un’ora o due al giorno, gli altri per un maggior numero di mattinate, fino a 11 giorni. […] All’inizio e nel corso del trattamento, li feci fotografare affinché si potesse seguire l’evoluzione della malattia. […] Quando, a partire dal sedicesimo giorno, esaminando la prima pianta trattata, constatai che il tumore cominciava a necrotizzarsi (disseccarsi), benché assai felice di vedere confermate le mie teorie e di constatare che il mio apparecchio rispondeva alle direttive secondo cui l’avevo costruito, mi dissi ‘Siamo prudenti e seguiamo i fatti con metodo e fiducia.’” [4]
Ben presto il successo di Lakhovsky nel trattamento delle talee di gerani inoculate con il cancro, fece il giro di tutto quanto l’ospedale. Incominciarono così per l’ingegnere russo i primi veri problemi legati all’invidia e alla gelosia, poiché la facile prospettiva di una positiva efficacia del suo apparecchio contro i tumori si scontrò presto con gli interessi dei medici. Sì, interessi è il termine più corretto. Immaginiamo per un solo istante che abbiate studiato per moltissimi anni oncologia, o qualsiasi altra pratica medica richiedente un enorme impegno e sacrificio. A un certo punto sbuca fuori uno che oltre a non essere un medico ma un inventore, progetta uno strumento che vi toglie di fatto il pane dalla bocca, senza calcolare il completo sovvertimento del vostro sistema di credenze originato in accademia: come reagireste? Sareste felici per la scoperta, oppure tentereste di farlo apparire a tutti i costi ridicolo per salvaguardare il vostro status sociale? Raccogliendo tutta l’onestà presente in ognuno di noi, non è difficile immaginare quale sarebbe il nostro comportamento. Infatti, dopo l’ennesimo successo ottenuto dai primi esperimenti compiuti su alcuni pazienti malati di cancro alla pelle, si gridò immediatamente alla buffoneria:
“Ma, ogni volta che mostravo questi malati ai capi reparto, nelle stanze in cui li trattavo, ero portato a credere che questi successi gli dessero fastidio e non mi era difficile scoprire in loro una punta di scetticismo: ‘Sì, dicevano, è un miglioramento dovuto all’autosuggestione’. Ed i gerani che ho guarito, si sarebbero dunque lasciati suggestionare?” [5]
Così, procedendo i propri studi, tra una difficoltà e l’altra, Lakhovsky si accorse che per ricreare le medesime condizioni poste dal suo Oscillatore a Onde Multiple, fu sufficiente applicare ai malati dei circuiti terminati costruiti con il rame, sottoforma di gioielli. Questo metodo ottenne un enorme successo, soprattutto in Italia. Ed ecco la relazione all’Accademia Lancisana di Roma scritta dal Professor Sordello Attilj. Leggetela attentamente e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di parlare di ‘ciarlataneria’.
ACCADEMIA LANCISANA, ROMA
Seduta di Giovedì 14 Novembre 1929Professor Sordello Attilj
Esperimento di Terapeutica con i Raggi Cosmici
I raggi cosmici, come ha dichiarato il grande fisico americano R. A. Millikan, appartengono all’estrema scala elettromagnetica e sono caratterizzati dalle lunghezze d’onda più corte conosciute sino ad oggi, essendo stimate fra 0,00067 Å e 0,0002 Å, ossia circa 2.500 volte più corte di quelle dei raggi Roentgen di durezza media. Tali caratteristiche conferiscono ai raggi cosmici un’enorme penetrazione. Basta, infatti, ricordare che per arrestarli ci vuole uno spessore di 54 metri d’acqua e di 1,80 metri di piombo (i raggi X più penetranti impiegati in metalloscopia non riescono ad attraversare 1,5 centimetri di piombo). I raggi cosmici provengono, secondo le ricerche di Kolhörster, in quantità uniforme, da tutte le direzioni dello spazio, e presentano due massime di radiazione nella direzione della Via Lattea e della Costellazione di Ercole. Della stessa natura ed aventi le stesse proprietà delle altre radiazioni dello spettro elettromagnetico (raggi elettrici, infrarossi, luminosi, ultravioletti, X di Holweck e del radio), sono prodotti (secondo il principio che più corta è la lunghezza d’onda, più grande è l’energia di produzione) dalle trasformazioni dell’idrogeno in elio nelle nebulose (Millikan). Tali radiazioni erano già ammesse sin dal 1920 dal nostra compatriota Marigliano, che ne aveva vista l’importanza per la biologia.
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* *una paziente prima e dopo il trattamento
Questo breve richiamo di questioni fisiche suggerisce subito che le nuove concezioni possono fornirci la chiave di molti misteri che circondano un gran numero di fenomeni biologici e che si spiegano con ipotesi astratte o teorie metafisiche o metapsichiche, o semplicemente che si lasciano senza spiegazione, per esempio: l’andamento della curva di temperatura giornaliera, le mestruazioni che seguono il corso dei mesi lunari, l’istinto d’orientamento negli animali, i rapporti fra la morbosità e le macchie solari.
Ispirandosi finalmente a tali concezioni, un fisico russo residente a Parigi, George Lakhovsky, ha cercato di spiegare i fenomeni della vita e le perturbazioni che subisce dai raggi cosmici.
Constatando che tutti gli esseri viventi sono antenne riceventi o emittenti onde (nessuno ignora, per esempio, che l’organismo emette onde calorifiche), spiega questa proprietà con il fatto che l’organismo è un aggregato di cellule e la cellula un vero oscillatore, poiché possiede un filamento conduttore in una massa dielettrica, altrimenti detto il suo nucleo racchiuso nel protoplasma. Si ha così un circuito oscillante dotato di capacità, di autoinduzione e di resistenza elettrica, capace di vibrare ad una frequenza abbastanza elevata, suscettibile di cambiamento.
Questa proprietà di emettere e di captare le onde è, secondo Lakhovsky, la base di tutti i fenomeni biologici della vita e sarebbe in definitiva l’espressione di un tale stato oscillatorio. I disturbi dell’armonia oscillatoria determinerebbero le malattie. Così i microorganismi aventi una vibrazione caratteristica determinerebbero le infezioni quando queste vibrazioni prevarrebbero su quelle delle cellule dell’organismo umano. Il cancro non sarebbe altro che il risultato di uno squilibrio oscillatorio cellulare. A questo proposito, Lakhovsky ha accuratamente studiato la struttura del terreno di Parigi in rapporto alla diffusione del cancro, ed ha constatato che là dove esso è più diffuso, il terreno è buon conduttore di onde e, di conseguenza, gli equilibri oscillatori sono più profondi.
Per mezzo di queste concezioni, Lakhovsky spiega il comportamento delle sostanze dette cancerogene (paraffina, asfalto, naftalina) ed il modo d’azione dei raggi X o Gamma del radio sui tessuti.
Da queste idee sull’eziologia delle malattie, Lakhovsky fa derivare i principi della profilassi e del trattamento di svariate affezioni: egli afferma che l’uso di un’antenna del tipo di quelle usate in radiotelegrafia e di circuiti aperti, può prevenire la nascita di molte malattie. Questi circuiti oscillanti sono costituiti da un filo metallico di circa 1mm di sezione isolato convenientemente in caucciù e le cui estremità sono distanti circa 10mm. Egli ha anche costruito un radio-cellulo-oscillatore costituito da un generatore di onde elettriche.
Esiste già una ricca letteratura, soprattutto francese, sulla questione. Oltre ai lavori di Lakhovsky (L’Origine della Vita, Contributo all’eziologia del cancro, L’Universione, Il Segreto della Vita) ed alle sue comunicazioni all’Accademia delle Scienze ed a numerosi periodici, esistono pubblicazioni assai interessanti (cosa che cozza con la definizione che ne da Wikipedia, la quale asserisce che non esiste alcuna documentazione scientifica in merito N.d.A).
Il metodo di Lakhovsky consiste nell’applicare sull’organismo umano circuiti sotto forma di cintura, di collier, di braccialetto e che si portano in maniera continua o, per tempi variabili, il radio-cellulo-oscillatore. Questo metodo è stato applicato nel trattamento del cancro, ed anche per scopi di profilassi, nelle malattie del sangue ed in certe affezioni del sistema nervoso.
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* *Su consiglio e con l’assistenza di un eminente amante di questioni scientifiche, il Conte Palagi del Palagio, mi sono occupato della questione e soprattutto delle applicazioni in campo medico. Nello stesso tempo, il professor V. Rivera, direttore del Laboratorio di Patologia vegetale di Perugia, ha fatto esperimenti dal punto di vista vegetale. Egli ha visto che, per il cancro vegetale, malattia ben definita nell’eziologia e prodotta dal Bacterium tumefaciens nel Pelargonium zonatum, si otteneva la completa regressione del tumore, mentre le piante test morivano e questo tanto più velocemente quanto più erano state tenute vicine alle piante provviste di circuito.
Questi esperimenti hanno confermato i dati già ottenuti da Lakhovsky, ed in più, hanno messo in evidenza l’azione esercitata sulle piante vicine al circuito.
Grazie ai circuiti forniti dal Conte Palagi del Palagio e con il radio-cellulo-oscillatore che Lakhovsky mi ha generosamente offerto per l’Ospedale S. Spirito [link], ho potuto provare l’applicazione del metodo su diversi malati (in totale 38), di cui 12 all’Ospedale S. Spirito.
Applicato il circuito, poco tempo dopo il malato presenta quasi sempre un innalzamento della temperatura (la maggior parte non superiore a 38°) ed una sensazione di pesantezza alla testa. Quest’ultimo sintomo scompare velocemente; la temperatura si mantiene qualche giorno. In un caso (si trattava di un malato entrato nel reparto S. Carlo Bacci per anemia perniciosa) vi fu, oltre alla temperatura, un’eruzione molto simile all’orticaria che interessava una vasta superficie della pelle, eruzione che scomparve qualche tempo dopo la rimozione del circuito.
In tre donne, ho notato disturbi della funzione mestruale.
A questi fatti che, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, costituiscono i soli inconvenienti del metodo, si contrappongono i fatti seguenti: diminuzione e spesso scomparsa del dolore dell’insonnia (beninteso, la dove erano presenti), sensazione di benessere, miglioramento dell’ematopoiesi.
Ho sperimentato il metodo su 24 malati affetti da tumori maligni. Devo dire che, in quasi tutti, vi era l’impossibilità di un intervento, non solo chirurgico, ma anche radiologico. In questi casi molto gravi, spesso con cachessia, ho notato quasi sempre un’attenuazione ed infine la remissione del dolore. Talvolta, vi era un miglioramento per quel che riguarda la secrezione fetida, per esempio, in un malato entrato nel reparto S. Paolo per cancro della bocca: dopo l’applicazione del circuito oscillante, gli fu possibile riprendere la nutrizione. Ho potuto sperimentare solo tre volte su soggetti con neoplasma agli inizi.
Riassumo brevemente due casi: Teresa, 25 anni. Diagnosi: sarcoma recidivante della mano sinistra. Operata già due volte e successivamente trattata con i raggi. La radiografia mette in evidenza una tumefazione del metacarpo. Applicato un circuito oscillante sotto forma di braccialetto, dopo circa sei mesi la tumefazione è scomparsa.
S. Esla, 40 anni. Operata ai due seni (1925 e 1926) per carcinoma, presenta sulla cicatrice del seno sinistro una piccola metastasi, inoltre accusa un dolore interno sull’avambraccio sinistro in cui vi è un leggero edema. Applicato un circuito sotto forma di cintura (inverno 1927), oggi non vi sono più né edema, né il minimo dolore.
Ho notato a volte l’alterazione del ritmo mestruale, cosa che non era stata notata in precedenza.
Ho infine distribuito dei circuiti oscillanti a sei malate operate di carcinomi al seno. Vi fu recidiva in un solo caso. Gli altri non hanno presentato alcuna recidiva a partire da quel momento.
Il metodo Lakhovsky è stato applicato anche in un caso di polisarcia: mentre il peso (120 kg) non si è modificato, la malata ha potuto camminare, ha visto cessare il dolore ai reni e scomparire la dispnea.
Due casi di diabete, di cui uno è stato trattato nel reparto Lancini, hanno dimostrato che senza modificare la dieta era possibile abbassare la glicosuria e la glicemia (in uno dei due casi dal 6 per 1.000 al 2,7 per 1.000 di glicosuria e dal 2 al 2,3 per 1.000 di glicemia) dopo 10 giorni.
Circa un centinaio di persone che stanno bene portano il circuito e non osservano alcun disturbo. I fratelli del convento di S. Francesco di Fiesole portano quasi tutti i circuiti oscillanti Lakhovsky e raccoglieranno le osservazioni sulle conseguenze di tale pratica.
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* *Ho esposto troppo brevemente queste prove di terapeutica con un mezzo così semplice. Non oso trarre conclusioni né sulla dottrina, né sul risultato delle applicazioni pratiche. Si tratta di un argomento troppo nuovo sia dal lato fisico che dal lato biopatologico e non sarebbe troppo approfondire e moltiplicare gli esperimenti.
Posso tuttavia affermare che il metodo sembra inoffensivo. In ogni modo, è il caso di osservare e di praticare senza pregiudizi un metodo che è senza alcun dubbio assai geniale nella sua concezione. Le nostre attuali conoscenze fisiche ed i rapporti che possiamo trarne così come i fenomeni biologici sono tutti in favore della teoria di Lakhovsky. Queste radiazioni, come ho scritto a proposito di Nicolò Castellino, non solo porietterebbero il loro dardo avvelenato, forgiato nei lontani abissi del cielo, ma sarebbero le grandi provocatrici e moderatrici di tutti i fenomeni vitali.
Le conferenze del Professor Attilj, negli ambienti esclusivamente scientifici e quelle che ottenne, tra le altre, al Lyceum Romano, risvegliarono l’interesse dei medici, tanto che da lì a poco in Italia si venne a formare un comitato scientifico definito “CENTRO ITALIANO DEL CIRCUITO OSCILLANTE LAKHOVSKY”, formato da scienziati e tecnici come il Prof. Attilj, il Prof. Rivera e il Prof. Vanni. [6]
Conclusioni
Per terminare questa lunga esposizione, è doveroso da parte mia, dal punto di vista umano, prendere in esame alcune considerazioni. Beninteso che l’attività medica è di fatto un valore indispensabile al corretto funzionamento di una società che si rispetti, essendo una figura di spicco, presente nei millenni e in tutte le culture, rimane comunque scoperto l’aspetto informativo. Che diritto ha una trasmissione televisiva come Striscia la Notizia, di entrare nel merito delle scelte di un malato, considerando ciarlataneria ciò che, intenzionalmente o meno, omette di approfondire? E seppure certe persone abbiano segnalato la ‘stranezza’ del trattamento, non ha una redazione giornalistica il dovere di approfondire se le segnalazioni pervenute siano frutto del mero pregiudizio o della scarsa conoscenza in materie fisiche? Ma come… si da volgarmente del ‘credulone’ a qualsiasi persona si rivolga a una cartomante e poi quando è il momento di raccogliere delle ‘segnalazioni’ per fare spettacolo si da al cittadino pieno credito senza verificare se le sue intenzioni si basino o meno su delle solide motivazioni? Dunque, cosa c’è di così sbagliato se il malato, visto che la vita e la pelle sono le sue, compie la scelta di AGGREGARE delle terapie alternative, come quella di Lakhovsky, al trattamento ordinario del medico? Se l’attività del medico è portare le persone a stare a meglio, in tutti i sensi, che ci sarebbe di male se la persona traesse giovamento da un metodo piuttosto che un altro? Quale oscenità commetterebbe colui che assieme alla terapia medica aggiungesse l’uso di un semplice braccialetto? In termini etici, nessuna, ma in termini di interessi economici sarebbe un disastro.
Una volta compreso che, al giorno d’oggi, con alcune eccezioni, il malato per il medico è una risorsa fondamentale di lucro (potete fare riferimento alla mia intervista avvenuta con un medico allopatico [link]), come dovremmo intendere le sue intenzioni nei confronti della malattia che porta il paziente? Siamo certi sia scopo di alcuni medici guarirci completamente o renderci dipendenti della loro parrocchia? Sono domande che sollevano questioni morali pesanti, lo comprendo, ma se osservassimo il generale andamento comportamentale di quelli che consideriamo i pilastri della nostra società, dove valori come onestà, civiltà, verità e quant’altro sono divenuti solamente dei vaghi ricordi, non è plausibile pensare che certi status debbano rimanere tali e quali ad infinitum per alcune gerarchie? La cosa divertente è che Striscia la Notizia, seguendo sempre il medesimo comportamento, non ha avuto alcuna pietà nemmeno nei confronti del Centro Studi Lakhovsky di Rimini, facendo passare il Sig. Gianfranco Galvani, presidente del centro, come un millantatore ed un farabutto. Ma non intendo parlarne ulteriormente visto che la faccenda è ancora in sospeso presso le autorità della Finanza. Avrò il modo di chiarire quando la faccenda si sarà conclusa.
Ora vorrei spendere qualche parola direttamente a coloro che sono malati. Ciò che posso dirvi, con il cuore in mano, è di non lasciarvi ingannare dai cialtroni che vi promettono facili guarigioni, ma abbiate la forza e l’accortezza di indagare ulteriormente certi aspetti, senza pregiudizi, perché, così come vuole la propaganda imperante, si tende troppo spesso a bollare di ciarlataneria qualsiasi cosa non sia stata ‘scientificamente accettata’. Sapeste quante cose non sono state ‘scientificamente accettate’ e funzionano al di la di ogni aspettativa, e quante sono state ‘scientificamente accettate’ con la forzatura e l’inganno, pur di dimostrare l’inconsistenza di certe teorie scientifiche che sono per lo più dei voli pindarici, frutto della mera speculazione intellettuale. Un esempio? I buchi neri! Esatto, i buchi neri! Nessuno ha mai misurato un ‘buco nero’, NESSUNO, eppure la loro ‘presenza’ è divenuta un fondamento che nel tempo ha generato teorie su teorie, certamente auto consistenti, dal punto di vista matematico, ma che non sono mai state dimostrate empiricamente. Ciò che posso suggerirvi è di imparare a conoscere la vostra malattia, in prima persona, informandovi! Non lasciate che sia soltanto il medico a dirvi cosa state passando, ma andate oltre, e nel caso proprio non possiate farne a meno, che male ci sarebbe ad INTEGRARE un trattamento alternativo insieme a quello del medico, facendo chiaramente attenzione che il primo non interferisca con il secondo? Per portare un esempio ho un amico di famiglia: aveva un tumore maligno alla gola, considerato operabile ma ad alto rischio di recidiva. Nonostante fosse in cura da uno dei migliori specialisti, ebbe comunque la curiosità di affidarsi a un buon prano-terapeuta che opera nella zona di Lugo (Ravenna), allo scopo di INTEGRARE il suo metodo alle cure del medico. Nell’arco di qualche seduta il tumore maligno regredì e quando si ripresentò dal medico per ripetere le analisi prima dell’operazione, questo si accorse che non vi era più alcuna presenza di neoplasie. Così, il medico, stupefatto, chiese al mio amico se nel frattempo avesse ‘fatto qualcosa’, ed egli non si vergognò di raccontare cosa avesse fatto. Per tutta risposta il medico gli disse: “Hai fatto bene”. A tutt’oggi questo amico non ha mai avuto una recidiva.
Che sia il circuito di Lakhovsky, che sia un prano-terapeuta o che sia anche una semplice preghiera, domandiamoci, se l’effetto ottenuto è quello della guarigione possiamo realmente porci il problema della ‘legalità’ di certi trattamenti parlando di ‘salute’? A voi l’ardua sentenza, nel frattempo potete fare solo una cosa: INFORMARVI mantenendo sempre una mentalità pura e aperta.
Riferimenti
[1][2][3][4][5] George Lakhovsky, La Cabala, Edizione curata dal Centro di Ricerca George Lakhovsky
[6] George Lakhovsky, Le Onde Cosmiche e i Circuiti Oscillanti, Ed. Aquarius Giannone
Calvin, Melvin, & Gazlenko, Oleg G.: Foundations of Space Biology & Medicine; Joint USA/USSR Publication, Vol. II, Book 2, “Ecological & Physiological Bases of Space Biology & Medicine”, Science & Technical Information Office, NASA, Wash. DC, 1975.
Krauss, H.L., et al.: Solid State Radio Engineering; John Whey & Sons, NY, 1980
Raines, Jeremy K.” Electromagnetic Field Interactions with the Human Body: Observed Effects & Theories”, NASA CR 166661 (1981)
Somerville, J.M.: The Electric Arc; John Wiley & Sons, NY, 1959
http://www.bioblog.it/2010/04/13/proiettili-sonori-per-colpire-il-cancro/20108937#more-8937
http://www.newfly.info/file/articoli/sperimentazione.pdf
Bibliografia
G. Lakhovsky, L’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, L’Universione, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, La Materia, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, La Scienza e la Felicità, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, La Cabala, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, Il Razzismo, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, La formazione neoplastica ed il disequilibrio oscillatorio cellulare, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, Longevità, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, Il Grande problema, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, Le Onde Cosmiche e i Circuiti Oscillanti, Ed. Aquarius Giannone [link]
G. Lakhovsky, L’Oscillazione Cellulare, Ed. Aquarius Giannone [link]
G. Lakhovsky, Radiazioni e Onde, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, L’Eternità, la Vita e la Morte, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, Il Segreto della Vita, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
G. Lakhovsky, La natura e le sue Meraviglie, Ed. C. Ricerca G. Lakhovsky [link]
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“La difficoltà ad oscillare di una cellula quindi rappresenta per Lakhovsky la malattia, processo reversibile solamente facendo in modo che essa riprenda il suo ritmo originale.” è bello vedere come sempre.. come ogni soluzione geniale è anche semplice infine.. e naturale, ossia rispetta principi naturali.
e anche.. come sempre fin’ora, la disinformazione, o coloro che mantengono lo status quò, come striscia la notizia, in maniera subdola, tentano e purtroppo riescono a frenare l’avanzamento al raggiungimento di una massa critica tale a cambiare le cose, in ogni ambito e aspetto della vita. invece di collaborare tutti e farle migliorare di continuo. è triste questo, ma penso e sono sicuro che le soluzioni pacifiche e efficaci esistono, e che si raggiungerà preso una massa critica indispensabile al cambiamento. il problema ora è il fattore tempo, questo rallentamento ad opera di questi disinformatori farà solo si che persone che possono essere salvate, e nell’essere salvate anche inevitabilmente portate a vedere una nuova visione di vita, anzi una visione più naturale di vita, muoiano alla fine. tutto questo fa rabbia, ma pensando.. si vede chiaramente che tutto ciò che succede è a causa di persone che non riescono proprio a ragionare con la propria testa, persone che nemmeno vogliono porsi domande e scegliere, perchè sanno che le portano in strade che nn vogliono percorrere, troppa fatica secondo loro, invece che opportunità. ognuno di noi deve fare la sua parte, ecco la soluzione, e mostrare a gli altri che poi decideranno per proprio conto cosa fare, cosi cambieremo le cose insieme.quindi si hanno le informazioni, è indispensabile agire ora.
Mi sono avvicininato a tutto questo “mondo” (letture…cercare di ragionare con la propria testa) per uno spirito innato di ricerca. Molto è nato quando leggevo di risultati miracolosi su alcune malattie, sensa che la scienza sapesse spiegarne il perchè. Anzi notando proprio un’ostracismo verso i risultati ed una totale assenza di curiosità. Allora molto ingenuamente mi chiedevo… : ma perche non si effettuano ricerche verso queste direzione che sembrano funzionare, ma anzi si cerca solo di ridicolizzarle? Poi capii……
Fu sopratutto così che mi avvicinai a questa “pseudoscienza”, in senso simpatico e cominciai ad appassionarmi a tutte queste ricerce.
Ho fatto questa premessa perchè leggendo quest’articolo mi è venuto facile pensare come è stato BUFFO, IRONICO e BEFFARDO per me scoprire 5 mesi fà che mio padre è affetto da mielomamultiplo (un tumore del sangue o midollo).
E come è triste vedere, soprattutto ora, che dovrebbe fare una cura che io non condivido, che basterebbe veramente poco, forse , per aiutare e dare un po’ di dignità in più a chi soffre.
Grazie per l’artico Andrea
Con affetto…
Il punto focale è che si tende a bollare di ciarlataneria A PRIORI qualsiasi cosa non sia stata precedentemente ‘bollata’ come ‘scientificamente dimostrata’. Questo concetto è assurdo e inverosimile poiché la dimostrazione scientifica la si ottiene solo con la sperimentazione, e chi si ostina a non voler sperimentare continuerà ad essere vittima nient’altro che di un’altra dottrina. E’ imperante che qualsiasi dichiarazione venga dimostrata per mezzo della sperimentazione diretta. Solo in questo modo, i futuri scienziati potranno tornare nuovamente in contatto con la loro parte intuitiva più profonda. La curiosità uccide il gatto, dice un detto, ma se la curiosità è l’unico modo per trasportarci verso la scoperta di un’altro pezzettino del grande puzzle, non vale la pena di morire per essa? Personalmente, ritengo di sì.
Salve ragazzi
in merito a questi 2 ultimi post mi permetto di consigliarvi la lettura di alcuni libri scritti da un certo Dott.Hamer luminare tedesco che il”nostro” Vittorio Emanuele di Savoia conosce molto bene…
Le sue scoperte relative alle diverse patologie sono molto interessanti e nonostante sia sempre stato screditato dai più e radiato dall’ordine dei medici ,per non parlare delle continue persecuzioni compreso 4 anni di galera per aver curato una bambina con il suo metodo senza tenere conto del protocollo medico ufficiale,quello che sostiene è assolutmente riscontrabile quotidianamente sia sul proprio corpo che in altre persone malate e di cui si conosce il trauma precedente o conflitto allla malattia stessa.
Io ho perso mio padre malato di leucemia ma non è certo morto per via della proliferazione di globuli bianchi bensì per l’accanimento terapeutico che gli ha perforato lo stomaco.
Consiglio vivamente a Jurin di incuriosire con discrezione suo padre sulle cure alternative in modo che sia lui ad avvicinarsi.Il suo stato psicologico è molto confuso perchè la sua mente vede solo la morte davanti a se nel caso i dottori gli avessero predetto la fine imminente.Lui si fiderà solo di loro e sarà difficile fargli cambiare idea.
Io personalmente da quando ho iniziato a scoprire certe cose anche grazie ad Andrea di cui ho grande stima, ho cambiato completamente la mia consapevolezza riguardo l’esistenza di ogni essere animale e vegetale.Ogni volta che mi viene un semplice raffreddore capisco la causa e risolvo il problema senza dover prendere nessuna medicina.Spesso è la paura che determina sia uno scompenso psicofisico che una trasformazione chimica nel nostro corpo.Per ogni conflitto ,paura o trauma ci sarà una zona del cervello che si infiammerà e un organo del nostro corpo che verrà colpito ma non sarà una malattia ma un sempice e naturale tentativo di rinforzare quell’organo per poter superare il conflitto causante.Non sono un medico e non voglio insistere nel spiegarvi determinati argomenti ma spero vi abbiano incuriosito abbastanza da andare a leggere ciò che vi consiglio.
Il libro più completo si intitola Testamento per una nuova medicina di R.G.Hamer.
Spero anche di poter continuare a scrivere e discutere di questi argoment su questo blog e di non aver infastidito Andrea con discorsi che vanno un pò fuori dai suoi campi di ricerca.
Grazie e spero a presto.
Ciao Paolo. Non disturbi affatto, anzi! Grazie per aver riportato alla memoria questo straordinario personaggio. I commenti su questo sito sono sempre bene accetti purché costruttivi. Grazie ancora del contributo.