ELF e Cervello
A chi non è mai capitato almeno una volta nella vita di incontrare un ex militare e di ascoltare affascinati le sue “confessioni” circa eventi ed esperienze particolari da lui vissute nell’arco della sua carriera? Al sottoscritto ne sono capitati alcuni. Vuoi perché me li sono andati a cercare, vuoi perché, come tutti gli esseri umani, anche loro sentono il desiderio di confidarsi di tanto in tanto su ciò che hanno visto e sentito; e sebbene l’oggetto discusso spesso tenda a rivelare “strane macchinazioni” alle spalle della popolazione, rimanere distaccati e critici di fronte a certe affermazioni rimane comunque imperativo quanto usare la forchetta davanti a un bel piatto di spaghetti al ragù. Cosa sia vero e cosa sia falso, un argomento che ho già discusso svariate volte nelle precedenti edizioni del blog, non è facile di constatarlo poiché di fatto siamo in piena “guerra psicologica”, e l’arma con cui essa viene combattuta vede il suo strumento principale proprio nel Web, che allo stato attuale andrebbe a mio avviso rinominato da World Wide Web a World Wild* Web (*selvatico, barbaro). Perciò, per verificare certe affermazioni mi sono studiato bene la lezione e sono andato a constatare di persona.
Spesso, come sapete, mi sono occupato di “frequenze” e di come queste vengano presumibilmente utilizzate dai governi e da certi ambienti militari (non tutti) come veri e propri dispositivi psicotronici, allo scopo di modificare il generale andamento comportamentale della popolazione. Sebbene qualcuno ancora vi dica senza mezzi termini che sono “tutte cazzate”, abbiate comunque l’accortezza di procedere oltre e di capire come funziona il cervello in concomitanza di un’emissione radiante ELF (Extremely Low Frequency) [link].
In almeno una decina di conversazioni intercorse con questi ex militari, alla domanda “E’ reale l’utilizzo di specifiche frequenze da parte di certi enti governativi allo scopo di modificare il generale comportamento della popolazione?” rispondono quasi all’unanimità: “Perché non lo sapevi? Certo che viene fatto e sebbene questo possa venire recepito come un abuso di potere, in realtà vi sono delle ragioni ben specifiche che non verranno mai comprese.”
Senza entrare nel merito di quali siano queste ragioni ben specifiche che non verranno mai comprese, per il momento, tralasciamo il vago e dubbio significato espresso in questa frase, il quale potrebbe essere tranquillamente il frutto dell’opinione personale più che di un’informazione genuina, e ragioniamo bene sui fatti.
Affermazioni circa l’utilizzo di particolari frequenze ELF, le quali sarebbero in grado di condurre il cervello umano a divenire un super-elaboratore dotato di poteri extra-ordinari, se ne leggono un po’ ovunque. Ma le ricerche e le sperimentazioni in merito cosa rivelano? Gli studi in laboratorio a riguardo rivelano che alcune proprietà prodotte sul cervello per mezzo dell’emissione di onde ELF sono parzialmente realistiche, altre, come al solito, sono frutto dell’immaginazione di ricercatori che come al solito basano le loro teorie su ricerche che altri anno svolto, ma che non si sono mai presi la briga di investigare di persona. Ad esempio vi è un sito, che non pubblicizzo per decenza, che oltre a sbandierare un bel po’ di scemenze circa il Nuovo Ordine Mondiale, ne approfitta per vendere a ben $1.360,00 dollari dei generatori ELF con la seguente motivazione: “Utilizza un generatore ELF per amplificare elettronicamente il tuo Channeling!”, oppure “Entra in contatto con altri come noi! [...] Un dispositivo sperimentale di amplificazione psichica che trasmette una pulsazione EMP (Electro Magnetic Pulse) nella stessa banda delle frequenze umane! [...] L’idea è di applicare una sorgente di potenza esterna per amplificare i tuoi poteri psichici, mentali ed emozionali per ottenere una varietà di effetti spirituali come:
* Amplificazione per le preghiere
* Precognizione
* Telepatia (Es. comunicazioni con gli UFO)
* Channeling e comunicazioni Psichiche
* Apprendimento accelerato
* Aumento della capacità di memoria
* Sogni Lucidi
* Concentrazione
* Bloccaggio di qualsiasi interferenza psichica”
A parte l’evidente ilarità che certamente provocano queste affermazioni, massima attenzione: quanto riportato non è in se tutto assolutamente falso, semmai vengono suggerite parziali verità mescolate a delle belle favoline. Per chiunque intenda sviluppare almeno una soltanto di queste capacità, cosa assolutamente possibile, non è sufficiente mettersi davanti a un’antenna premere il tasto “on” e farsi un bel bagno di pulsazioni radianti elettro-magnetiche. Occorrono enormi sacrifici, pratica, disciplina e un’enorme costanza e perseveranza quasi sovrumane.
Così ispirato da un articolo tecnico di David S. Walonick, Ph.D, tratto da Borderlands (Vol. XLVI, Numeri 3 e 4, Maggio – Agosto 1990), che ho riportato tradotto e adattato in questo articolo, ho condotto alcuni test e i risultati sono stati sotto certi aspetti alquanto deludenti, poiché ho avuto la possibilità di verificare la totale avulsione dalla realtà di certe straordinarie affermazioni come “[…] il dott. Puharich e il dott. John Taylor scoprirono che gli otto cicli per secondo erano anche la banda di frequenza con cui il cervello attivava capacità extrasensoriali quali visione a distanza, telepatia, telecinesi”, oppure “gli 8 hertz sono in grado di penetrare qualsiasi barriera fisica o energetica, svelando una loro natura di ‘vettore multidimensionale’ non soggetta alla materia del nostro spazio-tempo” [link], mentre in altri aspetti li ho trovati intriganti. La questione che mi lascia stupefatto di fronte a queste affermazioni è come si possa avallare certe ipotesi senza nemmeno aver eseguito un solo esperimento di persona. Eh sì, perché se questo esperimento fosse stato eseguito si avrebbe avuto la possibilità di verificare che il dato non deve mai essere il frutto di una semplice generalizzazione, ma deve avere un valore statistico solido, poiché dalle sperimentazioni che ho avuto modo di intraprendere in concomitanza con altri studi (realizzabili più o meno da tutti) si noterà che è di fatto impossibile predeterminare (o prestabilire) chi sarà influenzato da una specifica gamma di frequenze e chi no. Vi è sempre un margine d’errore molto elevato e non è affatto vero che tutti possono entrare in un determinato stato “espanso” di coscienza [link]. Ad ogni modo due fattori sono risultati reali anche nei miei test su 18 soggetti volontari:
1) E’ vero che il cervello, a bande di frequenza variabili tra i 6 e i 10 Hertz, tende ad “agganciarsi” e a sincronizzarsi (in americano lock-on) al segnale ELF trasmesso dall’esterno. Ma, ed è importante precisarlo, è un evento che accade al momento senza alcuna prevedibilità. Personalmente ho rilevato agganci persino sugli 11 Hertz ma mai a frequenze minori degli 8.8 Hertz.
2) In un paio di casi si è venuto a verificare un chiaro e distinto ritardo di reazione nel tempo nel tracciato EEG rispetto al tracciato rilevato dalla frequenza emessa, e in entrambi questi casi i soggetti hanno indicato di aver avvertito una sorta di “reazione” o “cambio energetico” nel campo magnetico circostante, cosa che ha provocato, secondo le loro testimonianze, un leggero senso di disagio. Anche in questo caso la gamma di frequenze trasmessa non ha condiviso alcuna corrispondenza tra i due soggetti.
In nessuno dei soggetti volontari che si sono sottoposti a questa verifica, così come nello studio di David Walonick, si sono presentati casi di percezioni extrasensoriali come visioni remote, esp, telecinesi, telepatia; ma nella migliore delle ipotesi qualche dato interessante e un leggero mal di testa. Dove sono dunque questi effetti extra-sensoriali che una onda a 8 Hz dovrebbe portare, sbandierati dal Dr. Andrija Puharich?
Effetti sul cervello umano provocati dai 6 e 10Hz nella banda ELF
di David S. Walonick, Ph.D (trad. adatt. di Andrea Doria – www.automiribelli.org)Vi sono molte evidenze di come le radiazioni ELF possano avere effetti sul cervello umano, e il set di esperimenti che presenterò in questo articolo è stato disegnato appositamente per studiare l’effetto dei campi magnetici rotanti ELF.
Le frequenze ELF alle quali mi sono interessato maggiormente vanno dai 6 ai 10 Hz, ossia le medesime prodotte dal cervello umano negli stati conosciuti come Theta e Alfa. Generalmente, questa gamma di onde cerebrali è associata a specifici stati d’animo e modelli di pensiero: le frequenze che oscillano al di sotto degli 8 cicli al secondo, vengono definite onde Theta e conducono l’individuo a un profondo stato meditativo e creativo. Per portare un esempio, quando durante la giornata capita di avere una “geniale intuizione” (il famoso Eureka! di Archimede Pitagorico N.d.T) rispetto a un problema sul quale ci siamo tanto arrovellati, vi sono buone possibilità che il nostro cervello sia in uno stato Theta. Le frequenze Alfa invece vanno dagli 8 ai 12 Hz e vengono comunemente associate al relax. A molti capita di sperimentarle poco prima di addormentarsi, e appaiono particolarmente accentuate durante il crepuscolo, mentre siamo per metà svegli e metà addormentati. Mentre le onde Beta (sopra i 12 Hertz) coincidono esattamente con il nostro pensiero analitico più lucido, come ad esempio mentre stiamo cercando di risolvere un difficile problema matematico, e la maggior parte del nostro stato di veglia viene speso appunto in questo stato.
Una volta compreso questo meccanismo, il punto sostanziale sul quale dovremmo focalizzarci è il seguente: “se possiamo, elettronicamente, modificare le onde cerebrali da uno stato Alfa a uno stato Theta, possono il nostro comportamento e i nostri ‘normali’ modelli di pensiero venire alterati di conseguenza?” Rispondere a questa domanda è di fondamentale importanza non solo per quanto riguarda il principio inerente l’etica, ma per le implicazioni che suggerisce.
Soffermiamoci su questo punto per un istante. Mettiamo il caso di dover prendere una decisione molto importante riguardo a un problema specifico: secondo la logica, quale sarà lo stato d’animo utile a favorire una più ampia osservazione di tutte le ipotesi e le variabili possibili a farci prendere la soluzione più ottimale? Lo stress o il relax? La rabbia o la calma? La risposta è scontata. E’ un fatto che in preda a uno stato di stress sia impossibile prendere decisioni razionali, coerenti ma allo stesso tempo anche creative, ed è altrettanto un fatto che molti dei casini che ci ritroviamo ad affrontare nell’arco della nostra vita sono la diretta e inequivocabile causa di scelte e decisioni intraprese in momenti di tensione fisica.
Quando ho cominciato questi esperimenti mi sono particolarmente concentrato sulle possibili implicazioni etiche coinvolte. Ad esempio, nel caso in cui il mio trasmettitore ELF fosse stato tarato sulle onde Alfa, le persone attorno a me ne sarebbero state affette? Si sarebbero sentite inconsciamente maggiormente rilassate man mano che si fossero avvicinate a me? Avrebbero in qualche modo modificato la loro opinione nei miei confronti per il semplice fatto di “sentirsi bene” vicino a me? Cosa accadrebbe se un venditore trasportasse con se un trasmettitore ELF? Le persone verrebbero influenzate a comprare qualcosa solo per il semplice fatto di sentirsi a proprio agio vicino al venditore? Potrebbe l’intera popolazione venire influenzata a sentirsi maggiormente serena nei confronti di idee che normalmente invece rigetterebbe? Queste, come molte altre, sono solo alcune delle serie considerazioni coinvolte nella ricerca sulle ELF, e non devono affatto venire prese alla leggera. E solo così ho deciso di intraprendere questa ricerca: con piena coscienza di tutte le implicazioni etiche.
Mentre esiste un potenziale pericolo nell’abuso di certe conoscenze, il desiderio di conoscere e comprendere sono innegabilmente una parte fondamentale dell’essere umano, perciò anche i potenziali benefici sono equamente rilevanti e quindi da prendere in seria considerazione. Che ne sarebbe se potessimo trattare la depressione, l’insonnia, l’ansietà, lo stress e la tensione fisica per mezzo di campi magnetici ELF? E se potessimo incrementare la nostra intelligenza o le nostre capacità di apprendimento? In ogni sforzo scientifico, esistono diversi potenziali utilizzi di ogni scoperta, che possono presentarsi sia positivi che negativi. Ad esempio, osservando semplicemente lo sviluppo dell’energia atomica, è facile constatarne la tremenda dicotomia, principalmente determinata dai benefici derivati dal suo uso e dai malefici derivati dal suo abuso. E’ mia personale opinione pensare più che altro ai potenziali benefici verso l’umanità per giustificare questa ricerca.
Così, ho iniziato a rintracciare tutte le ricerche che erano disponibili sui campi ELF, e Lana Harris, un’altra ricercatrice specialista, ha svolto un lavoro straordinario nell’acquisire virtualmente tutte le informazioni disponibili in questo settore. In aggiunta a una moltitudine di articoli pubblicati su riviste scientifiche specializzate, abbiamo ordinato diversi rapporti derivati da ricerche militari e della NASA. Una prima occhiata a queste ricerche ha mostrato che la maggior parte degli studi vennero compiuti per determinare gli effetti delle 50-60 Hertz delle linee elettriche via cavo. Visto che queste frequenze vengono utilizzate dalla maggior parte dei sistemi di distribuzione elettrica del mondo, l’importanza di comprendere gli effetti sulle piante e sulla vita animale sono evidenti. In minor grandezza, solo alcuni ricercatori si sono concentrati su potenze e frequenze minori (ossia lo scopo di questo studio).
Equipaggiamento
L’ equipaggiamento richiesto per questa ricerca è stato facilmente reperibile, ad eccezione di un contatore stabile che avesse una risoluzione di .01 Hertz. Un’accurata misurazione della frequenza emessa è essenziale in una ricerca come questa, così ho disegnato e costruito appositamente un contatore digitale capace di misurare frequenze di un centesimo di Hertz (più o meno .005 Hertz). Per ottenere la risoluzione desiderata è stato utilizzato un oscillatore Colpitt di Cristallo a 100 KHz, utilizzato come tempo base e diviso per dieci alla settantesima potenza. Altro equipaggiamento utilizzato: Biosone II Brainwave Monitor e Myosone 404 EMG Monitor (Bio-Logic Devices, Inc., 81 Plymouth Rd., Plainview, NY 11803); un Model 3011 Digital Display Function Generator (BK Precision Dynascan Corp., 6460 West Cortland St., Chicago, IL 60635); un IBM PC compatibile con una velocità di clock di 7.16 MHz (si consideri che questo studio è del 1990 N.d.T); una scheda di acquisizione degnale SAC-12 (Qua Tech, Inc., 478 E. Exchange St., Akron, OH 44308); una scheda video Codas II e relativo software release 3 (Dataq Instruments, Inc., 825 Sweitzer Ave., Akron OH 44311); un multimetro digiale Fluke 77 (John Fluke Mfg. Co., Inc., PO Box C9090, Everett, WA 98260); e il software di analisi statistiche StatPac Gold (Walonick Associates, Inc., 6500 Nicollet Ave. S., Minneapolis, MN 55423).
Il trasduttore è dato da una bobina arrotolata a mano di 60,96 cm di diametro, consistente in 25 cavi magnetici da 304,8 metri. La bobina, dotata di una resistenza a Corrente Continua di 32.4 Ω (Ohms), è stata installata su una tavola di bachelite quadrata di 66,04 cm. Successivamente, sono stati installati due perni con delle fascette di plastica sul bordo in modo da estendere ulteriormente di 60,96 cm i lati opposti della tavola, e l’intero apparato è reso stabile da due aste per microfono.
Svolgimento dell’esperimentoTutti e ventidue i soggetti partecipanti erano amici o conoscenti stretti dell’autore, e a nessuno di loro è stata proposta alcuna remunerazione. L’eccitazione o la novità di partecipare a una ricerca sulle onde cerebrali sono sembrati provvedere di per se a un qualche tipo di gratifica. Ai soggetti è stata spedita una lettera prima dell’esperimento descrivendone in dettaglio l’intento e ciò che avrebbero potuto aspettarsi. E’ stato chiesto loro di non indossare alcun oggetto di metallo (si è pensato che questi potessero distorcere il campo magnetico creando in questo modo incoerenze fuori controllo tra i soggetti) e di evitare l’uso di qualsiasi droga, alcol o medicina durante le 24 ore antecedenti all’esperimento.
Al momento dell’arrivo in laboratorio ai partecipanti sono stati dati alcuni accorgimenti riguardanti la procedura, e tutte le loro domande sono state pienamente soddisfatte. Inoltre, è stata comunicata a ciascuno di essi la possibilità di interrompere l’esperimento in qualsiasi momento, qualora l’avessero desiderato.
Una volta collegati a un monitor EEG (elettroencefalogramma) abbiamo chiesto ai partecipanti di ascoltare un nastro contenente una musica rilassante per almeno cinque minuti. Il proposito di questo passaggio è stato quello di alleviare alcune ansie associate all’esperimento. Al termine dei cinque minuti, una volta rimosse le cuffie audio, è stato comunicato al soggetto di trovarsi a un livello di relax 5, rilevato da una scala che va da 0 a 10 (dove 0 corrisponde a “tensione estrema”; dove 10 corrisponde a “rilassamento estremo”). Questo dato è estremamente importante poiché funge da base di rilevamento circa il loro livello di rilassamento dopo l’esposizione a ciascuna sessione di onde ELF.
Ogni esposizione alle onde ELF durante l’intero esperimento è consistita in 10 secondi di trasmissione di onde sinusoidali, separate l’una dall’altra da 45/60 secondi di inattività. Ai soggetti non è mai stato comunicato il momento di inizio della trasmissione. Il voltaggio trasferito alla bobina era di 3.1 VAC (VAC è l’unità di misura *volt* riferita alla tensione alternata di cui viene indicato il valore efficace N.d.T) (RMS) mentre questa era posizionata a circa 46 cm dalla testa del soggetto. L’uscita di trasmissione delle ELF (generatore di funzioni) e l’uscita dal monitor delle onde cerebrali erano introdotti direttamente nel computer attraverso la scheda SAC-12, abilitando i canali A e D alla visione sul monitor e alla registrazione in simultanea del loro segnale sul supporto magnetico. La frequenza di campionamento dei convertitori A e D era sistemata a 2000 campioni al secondo per tutta la durata dell’esperimento; risoluzione risultata più che accettabile per rilevare visivamente delle discrepanze di .1 Hz tra le onde ELF e le frequenze cerebrali.
Come abbiamo già detto ai partecipanti non è mai stato comunicato né l’inizio della trasmissione né l’ordine delle frequenze emesse; ad ogni modo, al termine di ogni sessione, è stato domandato loro di eseguire un ‘report’ basato unicamente sulle loro sensazioni, il quale mostrava il loro attuale stato di rilassamento. Ogni soggetto ha riportato con dovizia di dettagli tutte le sensazioni esperite durante l’esposizione, le quali sono state registrate parola per parola. A tutti e ventuno i soggetti sono state presentate 21 differenti frequenze (da 6 a 10 Hz) con un incremento di .2 Hz. Per la metà dei soggetti, queste frequenze sono state scelte casualmente, mentre per gli altri vi è stata una esposizione ai 10 Hz decrescendo di .2 Hertz per ogni trasmissione.
Successivamente, un software di analisi post-acquisizione è stato utilizzato per esaminare la coerenza (frequenze) e la sincronizzazione (relazione di fase) tra le trasmissioni ELF e le prominenti onde cerebrali.
Risultati
L’esaminazione dei dati al computer ha rilevato delle sostanziali differenze tra i soggetti. Alcuni soggetti hanno mostrato un *aggancio* (correlazione N.d.T) su una vasta gamma di frequenze, mentre altri soggetti non ne hanno mostrato alcuno. In generale gli *agganci* si sono verificati più frequentemente dagli 8.6 ai 10 Hz, e molto meno frequentemente sotto gli 8.6 Hertz.
Un soggetto solo ha mostrato un aggancio cerebrale su tutte le frequenze dai 7.4 ai 10 Hertz. Due soli soggetti invece non hanno mostrato alcun *aggancio* per tutta l’intera gamma delle frequenze trasmesse. Mentre il numero dei soggetti partecipanti è certamente insufficiente a rendere l’esperimento statisticamente valido, ho il forte sospetto che una suscettibilità alle onde ELF segua comunque una normale curva a campana (dato rilevante N.d.T). Attualmente, non possiedo alcuna ipotesi che ci possa indurre a predire chi sia suscettibile e chi no.
Alcune interessanti osservazioni si sono prontamente verificate. Questi *agganci* in molti casi, generalmente si sono verificati davvero rapidamente: in ¼ di secondo dall’inizio della trasmissione. Se questo *aggancio* non si verificava a una frequenza specifica entro il primo secondo allora non si verificava affatto per tutta la durata della sessione. Quando il cervello mostrava un *aggancio*, l’amplitudine delle onde cerebrali aumentava vicino al doppio della sua normale dimensione. Questo è tipico dei modelli Alfa prodotti naturalmente (non-ELF). Tendenzialmente il cervello si è *agganciato* alle frequenze più elevate (9/10 Hertz) molto più rapidamente, ed ha mantenuto questo *aggancio* per l’intera durata della trasmissione. Come la frequenza veniva abbassata (sotto gli 8.6 Hertz), *l’aggancio* avveniva a tratti, invece di essere continuo. Per esempio, avrebbe potuto esserci un *aggancio* immediato per due secondi; poi il cervello avrebbe “combattuto” la frequenza ELF per un quarto di secondo, e successivamente aver ristabilito *l’aggancio* per qualche secondo. Ho utilizzato il termine “combattuto” perché è esattamente così che è apparso. Il cervello sembrava combattere contro le ELF allo scopo di mantenere la sua frequenza. Il “combattimento” è stato caratterizzato da una bassa amplitudine di frequenze Beta nella gamma dei 15-20 Hertz. Questo potrebbe suggerire che si trattò della formulazione dal parte del soggetto di semplici pensieri analitici, ma non sono mai stati osservati mentre la frequenza trasmessa era nella gamma dei 9/10 Hertz. Il “combattimento” diveniva più frequente quando la frequenza veniva abbassata, fino a che nessun *aggancio* veniva più osservato.
Nessuno dei soggetti è stato in grado di rilevare coscientemente la presenza del campo ELF. Solo un soggetto femmina è stata in grado ogni volta di rilevare coscientemente l’attività del campo, ma non è stata in grado di affermare con accuratezza quando il campo era acceso e quando era spento. In altre parole, è senz’altro stata in grado di rilevare un cambiamento nel campo magnetico, ma non la presenza o l’assenza del campo magnetico in se. La donna asserisce di averlo avvertito perché il cambio di frequenza ha infastidito i suoi seni paranasali [link]. Quando *l’aggancio* è avvenuto, le onde cerebrali sono effettivamente arrivate in ritardo rispetto la trasmissione delle ELF. Questo dato è apparso come un “tempo di reazione” del cervello alle onde ELF (approssimativamente di 60-80 millisecondi). Per meglio esplorare questa relazione occorrerebbe svolgere delle sperimentazioni più accurate.
I rapporti verbali di tutti i soggetti sono stati abbastanza significativi. Tenete presente che nessuno dei soggetti ha mai realmente detto di aver avvertito la trasmissione delle ELF. I più comuni commenti verbali si sono avuti tra gli 8.6 e i 9.6 Hertz, e riguardano affermazioni come “sento del formicolio alle dita”, “alle braccia”, “alle gambe”, “ai denti” e “sul bordo della bocca”. Due soggetti hanno riportato la sensazione di “sapore di metallo alla bocca”. Un solo soggetto ha riportato una “tensione al petto” e un altro soggetto una “tensione allo stomaco”. Diversi soggetti hanno anche riportato altre sensazioni quando le ELF si trovavano tra i 6 e i 7 Hertz. I rapporti verbali registrati in questa gamma di frequenze sono stati: “ronzio alle orecchie”, “rossore in viso”, “affaticamento”, “restringimento e tensione” al petto e una pulsazione cardiaca in “acceleramento”.
Gli *agganci* cerebrali sono avvenuti più spesso a frequenze minori quando la frequenza trasmessa veniva progressivamente diminuita, invece di venire presentata in modo casuale. Questo suggerisce che il cervello preferisce l’abbassamento graduale delle onde piuttosto che un improvviso e brusco salto di frequenza. Questo può essere dato dal periodo estremamente basso di esposizione (10 secondi). E’ possibile che questo effetto cessi di verificarsi nel caso di trasmissioni più lunghe. Non si sono registrate significative correlazioni tra i soggetti, il livello di rilassamento riportato e l’avvenimento dell’*aggancio*. Ancora, questo potrebbe essere correlato al periodo estremamente basso di esposizione a ciascuna trasmissione.
Conclusioni
Ciò che emerge da questi esperimento è che di fatto le onde cerebrali si *agganciano” alle onde ELF artificialmente prodotte nella gamma tra i 6 e i 10 Hertz. E’ egualmente chiaro che una trasmissione di 10 secondi non è stata sufficiente ad alterare lo stato d’animo dei soggetti verso un grado consistente.
Osservazioni aggiuntive
Dal mio primo esperimento, ho proseguito i miei studi circa l’interazione tra cervello e onde ELF. Questi mini-esperimenti sono stati condotti in modo del tutto informale rispetto al primo, e le osservazioni sono basate unicamente su uno o due soggetti; pertanto devono essere considerate solamente per quello che sono, ossia delle semplici osservazioni fino a quando non sopraggiungano conferme da altri studi.
1. Un’onda sinusoidale produce un *aggancio* più rapido rispetto all’onda quadra o alla onda a “denti di sega”, poiché produce un campo magnetico rotante dove si presenta una graduale crescita, collasso e inversione dell’intensità del campo. L’uscita di un’onda quadra produce un campo magnetico pulsante alternato dove la crescita, il collasso e l’inversione del campo magnetico avviene in modo più brusco.
2. Il cervello è sensibile è una vasta gamma di intensità. Ho osservato *agganci* ad intensità di potenza minori di un ½ milliwatt.
3. I soggetti che mostrano qualità psichiche o “sensitive” particolari non sembrano essere inclini a sperimentare un *aggancio* né più e né meno di chiunque altro. Ho avuto la possibilità di porre sotto test due “sensitivi” molto conosciuti e un Kahuna proveniente dalle Hawaii. Tutti e tre i soggetti mostravano uno stato Alfa più attivo rispetto al normale, ma questa condizione non è risultata essere in alcun modo correlata al generatore ELF. Inoltre nessuno di loro ha mostrato un *aggancio* con il segnale ELF che non era già stato monitorato in precedenza con soggetti normali. Va segnalato che la donna descritta nel primo esperimento, quella avvertì il cambio nel campo elettromagnetico, è una di questi “sensitivi”.
4. L’esposizione estensiva alle ELF di fatto è in grado di alterare l’umore, ma l’effetto è sottile. Non sono stato in grado di replicare l’effetto “drammaticamente psicoattivo” riportato dagli studi di Robert Beck. Le basse frequenze (sotto gli 8 Hz) sembrano produrre una generale agitazione e irrequietezza, mentre le frequenze più elevate (8.6-10 Hz) producono una generale sensazione di rilassamento. Ovviamente questi non sono effetti significativi come può esserlo l’alterazione del comportamento da parte di certe sostanze psicoattive. Il soggetto rimane inconsapevole di qualsiasi eventuale cambiamento nel suo comportamento. Ad ogni modo, un osservatore più attento potrebbe rilevare questi cambiamenti sottili, ad esempio attraverso la lettura dei movimenti del corpo. Questo dato è stato confermato monitorando l’attività muscolare attraverso un EMG.
5. Ho sottoposto me stesso alle ELF per una/due ore, e ho rilevato che le frequenze che vanno da 8.6 a 9.8 Hertz sembrano indurre lo stato di sonno; ad ogni modo, è impossibile eliminare “l’effetto placebo” dagli esperimenti effettuati su me stesso.
6. Ho costruito e distribuito diversi generatori ELF allo scopo di eseguire dei test. In breve tempo ho ricevuto molti resoconti che indicano che addormentarsi con un operatore ELF probabilmente non è una buona idea. Il sonno appare tormentato quando il generatore è attivo e la mia personale esperienza supporta queste testimonianze. Le onde ELF potrebbero inibire lo stato di sogno, il quale è necessario per un normale funzionamento cerebrale.
7. Ho rinvenuto tre benefici ben definiti dall’utilizzo di un generatore ELF: a) rilassamento, b) l’eliminazione del Jet lag [link] e c) l’eliminazione degli attacchi epilettici in un cane.
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Molto interessante…
Per quanto riguarda le onde Theta e tutto ciò che avviene in questo stato, voglio segnalare una interessante terapia che si chiama Anatheoresis, che in italia è ancora agli albori.
Viene dalla Spagna e l’autore si chiama Joaquin Grau, (le chiavi della malattia. ed. Servitium).
Lavora portando i pazienti allo stato theta e riesce a far rivivere momenti drammatici dal concepimento in poi, che il nostro abituale stato Beta ha cancellato.