Credere VS Conoscere
Anche se con meno frequenza, procedono le mie ricerche anche negli ambienti “ufologici”, ed essendo sufficientemente preparato nelle analisi fotografiche, così come nella preparazione di falsi a scopo di verifica (http://www.scienzaemistero.com/altro/noninediti/Andrea1-c.htm – 2008), ultimamente sono stato richiesto in provincia di Viterbo. Ricevo una e-mail da un tizio, il quale, visibilmente allarmato, mi chiede di analizzare con una certa urgenza delle fotografie che ha scattato: “Gli Alieni vengono a trovarmi tutte le notti! Sono fuori dalla mia finestra!! Mi guardano e mi spiano attraverso dei bagliori continui!!” Purtroppo non posso pubblicare queste fotografie poiché come capirete dal resto di questo report, la mia valutazione ha lasciato questo signore un pò interdetto per varie ragioni, e non mi darebbe certamente il permesso di utilizzarle. Prendete questo esempio solamente per comprendere come funziona in generale la questione delle cosiddette “analisi fotografiche”.
Così, una volta ricevute, mi metto al lavoro sulle fotografie (tutte ad alta risoluzione) ed effettivamente – a un primo sguardo – qualcosa di strano c’è. Si vedono dei piccoli “bagliori” filamentosi, leggeri leggeri, che scìano appena al di là del vetro della finestra situata nella camera da letto. Dapprima ho pensato a un effetto particolare dovuto a un malfunzionamento del sensore CCD, ma poi ho concluso una certa improbabilità, poiché l’effetto si propagava in tutta la sequenza di scatti (in totale 36) in modo discontinuo e saltuario. Così, come di consuetudine, mi accordo con il signore per un sopralluogo, e siccome il fenomeno, secondo il suo resoconto, avveniva unicamente durante le ore notturne, arrivo a Bagnoregio alla sua abitazione verso l’imbrunire.
In un qualsiasi ricercatore che in cuor suo sia davvero sincero, qualunque siano i gradi di esperienza e di competenza acquisiti nel tempo, vive sempre la speranza di trovarsi finalmente di fronte a un fenomeno che sia “genuino”. Speranza che – almeno in questo caso – purtroppo non ha retto nemmeno il tempo di attraversare il cancello dell’abitazione. Immediatamente, osservando l’edificio dal giardino esterno, mi accorgo dell’origine tutt’altro che “aliena” del problema. Un enorme fascio di cavi dell’alta tensione partiva proprio dalla sua abitazione per incanalarsi in un traliccio distante qualche centinaio di metri. I cavi dell’alta tensione, non solo sono in grado di trasportare milioni di Watt, perciò qualche “brillamento” lungo il tragitto è assai probabile, ma durante le ore notturne sono altamente riflettenti. Infatti è sufficiente un flusso di fari automobilistici continuo per eccitare la loro riflettanza, e dare così l’illusione di una formazione di inspiegabili scie in formazione nel cielo. Se vi è un’autostrada nelle vicinaze o una statale molto frequentata, e si ha la sfiga di avere la finestra della propria camera da letto sulla diagonale di questa riflettanza, si deve avere uno spirito critico sufficientemente sviluppato per capire dove stia la magagna, oppure si finisce col cadere in assurde paranoie.
Cosa avrei dovuto fare a quel punto? Prendere il signore a braccetto e durante una breve camminata campagnola spiegargli tutte le nozioni e i principi fisici della propagazione della luce? Meglio di no. Non avrebbe di certo potuto comprendere sino in fondo, perciò decido di fare finta di niente e attendere il momento propizio, con la speranza che in presenza del fenomeno della riflettanza avessi potuto far notare al signore l’origine del suo problema con i suoi stessi occhi. Così, dopo una lauta cena, una discreta chiacchierata con l’offerta di un grappino affinato in legno, il signore mi invita a seguirlo in camera sua. Avendo percepito la sua assoluta buona fede, mi apposto in camera in attesa del fenomeno che, come oramai sapevo, si propagava proprio grazie ai cavi dell’alta tensione. Così, senza perdere altro tempo, invito il signore ad avvicinarsi al vetro e osservare con i suoi occhi che il fenomeno era di origine assolutamente natuale, e che si manifestava proprio al passaggio delle automobili. In un primo momento, il mio ospite rimane incredulo alla mia prosaica spiegazione (LUI!!!) dicendomi “no… non è possibile… loro esistono, e devono essere lì per forza…”, e con molta reticenza si decide ad avvicinarsi per verificare di persona. Di fronte all’evidenza, una volta compreso che il suo fenomeno “ufologico” era in realtà una banalità, il suo coportamento nei miei confronti è mutato radicalmente. Ovvero… da gentile e socievole ospite come si era dimostrato sino a quel momento, è passato in un nanosecondo a scontroso e antisociale. In pratica, la sua rezione mostrava che la mia analisi terra-terra aveva in qualche modo tentato di minare quella vaga possibilità di essere uno di quei pochi “fortunati” che secondo il Prof. Malanga “hanno anima” poichè vengono visitati e rapiti dagli “alieni”. Difatti tutta la chiacchierata avvenuta durante la cena si era sviluppata proprio intorno a questo argomento, e avrei dovuto capire da lì che lui si sentiva, o voleva sentirsi, esattamente “uno di quelli”. “Pensa che brutto essere senza un’anima. Non vorrei proprio io essere fuori da quel 20% che ce l’ha!”
Così, dopo essere stato invitato a lasciare la sua abitazione, mi avvio verso l’autostrada visibilmente arrichito di un’altra esperienza. L’ennesima conferma che in giro vi è uno psichismo gretto e dilagante, meschino e totalmente fuori controllo, e che la voglia di credere sormonta qualsiasi desiderio di conoscenza, utilizzando “I FATTI” come unico metro di misura. Non che questo serva a smontare tutti quei fenomeni che sono davvero genuini (e ce ne sono in giro), ma è evidente che certe informazioni, diffuse in larga scala senza l’usofrutto di un qualsiasi filtro etico, generano nella popolazione “falsi miti” e “false credenze”, esattamente come si denuncia la Chiesa di aver fatto. E’ possibile quindi rompere un dogma con altri dogmi? Per quanto mi riguarda è assolutamente possibile ed è quanto è accaduto: tutto viene preso “per vero” senza alcuno spirito critico poiché “veri” sono certi argomenti. Così, se certi argomenti sono veri allora lo sono, a vari livelli, tutti quanti.
Così, scetticismo e fanatismo sono due specchi figli della stessa lupa, ed è così da sempre. Alla scuola alessandrina di Ipazia, figlia di Teone e stella brillante di qualsiasi costellazione filosofica, si formò Sinesio di Cirene, che in seguito fu vescovo di Tolemaide, uno dei filosofi più sapienti e dei più grandi poeti del cristianesimo dei primi secoli. Fu lui a scrivere: “Il popolo si burlerà sempre delle cose facili da comprendere, perché ha bisogno di imposture”. Quando lo si volle elevare alla dignità episcopale, scrisse una lettera indirizzata ad uno dei suoi amici: “Uno spirito amico della saggezza, che contempla da vicino la verità, è costretto a camuffarla per farla accettare dalle moltitudini. In effetti, esiste una grande analogia tra la luce e la verità, come tra i nostri occhi e le intelligenze ordinarie. Se l’occhio riceve all’improvviso una luce troppo fulgida, rimane abbagliato, e i barlumi temperati dall’ombra sono i più adatti a chi ha la vista debole; è per questo motivo che, secondo me, le finzioni sono necessarie al popolo, e che la verità diventa funesta per coloro che non hanno forza bastevole per contemplarla in tutto il suo fulgore. Se le leggi sacerdotali permettono la riserva dei giudizi e l’allegoria delle parole, potrei accettare la dignità che mi viene proposta, a condizione che mi sia permesso di essere filosofo in casa mia, e all’esterno narratore di parabole e di apologhi… Che cosa potrebbero avere in comune, infatti la moltitudine vile e la sublime saggezza? La verità deve essere tenuta segreta: le folle hanno bisogno di un insegnamento proporzionale alla loro ragione imperfetta”.
Qual’è dunque il confine tra una “religione teologica” ed una “ufologica”? Molto sottile poiché entrambe hanno a che fare con elementi definiti dal dogma stesso come “soprannaturali”, la cui natura e identità sono ancora bene da definire, e fintanto che queste realtà saranno sempre dipinte dalla propaganda imperante come “esterne” a noi, e quindi non come una diretta “causa” proveniente DA NOI, dalle nostre angosce e paure, saremo sempre in bilico tra la voglia di credere e la voglia di conoscere. Colui che espone pubblicamente delle teorie CREDENDO in prima persona nell’oggetto dei suoi studi, svilupperà tutte le sue ipotesi in completa risonanza con il suo credo, e chiunque pubblicamente le tratti ha una responsabilità di tipo etico che dovrebbe portarlo a riflettere, prima di parlare.
Ci vuole infatti coraggio ad andare oltre se stessi, a mettersi in gioco e in discussione allo stesso tempo, pronti a ricredersi e ad ammettere di aver sbagliato se necessario, poiché credere non è conoscere e conoscere non è credere, ma verificare, “portare dentro” e per mezzo dell’intuito sviluppare teorie che siano in completa armonia con tutte le cose. L’Universo, la materia e tutto quello che vi sta nel mezzo SONO ARMONIA, pura, semplice, eppure matematicamente ineccepibile. Solo osservando nella sua interezza lo spettro armonico depositario di tutte le cose, vi si potranno pian piano scoprire tutte le ragioni per l’esistenza di ogni singola legge.
Nell’attesa quindi di avere delle risposte, almeno su quei fenomeni che sono genuini, pensiamo a tutto questo rilascio di informazioni degli ultimi anni, molte provenienti da organi militari; pensiamo a cosa disse Sinesio, magari gustando un sano grappino affinato in legno.
LA VOGLIA DI CREDERE E LA VOGLIA DI CONOSCERE
Anche se con meno frequenza, procedono le mie ricerche anche negli ambienti “ufologici”, ed essendo sufficientemente preparato nelle analisi fotografiche, così come nella preparazione di falsi a scopo di verifica (http://www.scienzaemistero.com/altro/noninediti/Andrea1-c.htm), ultimamente sono stato richiesto in provincia di Viterbo. Ricevo una e-mail da un tizio, il quale, visibilmente allarmato, mi chiede di analizzare con una certa urgenza delle fotografie che ha scattato: “Gli Alieni vengono a trovarmi tutte le notti! Sono fuori dalla mia finestra!! Mi guardano e mi spiano attraverso dei bagliori continui!!” Purtroppo non posso pubblicare queste fotografie poiché come capirete dal resto di questo report, la mia valutazione ha lasciato questo signore alquanto contraddetto per varie ragioni, e non mi darebbe certamente il permesso di utilizzarle. Prendete questo esempio solamente per comprendere come funziona in generale la questione delle cosiddette “analisi fotografiche”.
Così, una volta ricevute, mi metto al lavoro sulle fotografie (tutte ad alta risoluzione) ed effettivamente – a un primo sguardo – qualcosa di strano c’è. Si vedono dei piccoli “bagliori” filamentosi, leggeri leggeri, che scìano appena al di là del vetro della finestra situata nella camera da letto. Dapprima ho pensato a un effetto particolare dovuto a un malfunzionamento del sensore CCD, ma poi ho concluso una certa improbabilità, poiché l’effetto si propagava in tutta la sequenza di scatti (in totale 36) in modo discontinuo e saltuario. Così, come di consuetudine, mi accordo con il signore per un sopralluogo. Siccome il fenomeno, secondo il suo resoconto, avveniva unicamente durante le ore notturne, arrivo a Bagnoregio, alla sua abitazione verso l’imbrunire.
In un qualsiasi ricercatore che in cuor suo sia davvero sincero, qualunque siano i gradi di esperienza e di competenza acquisiti, vive sempre la speranza di trovarsi finalmente di fronte a un fenomeno “genuino”. Speranza che -almeno in questo caso – purtroppo non ha retto nemmeno il tempo di attraversare il cancello dell’abitazione. Immediatamente, osservando l’edificio dal giardino esterno, mi accorgo dell’origine tutt’altro che “aliena” del problema. Un enorme fascio di cavi dell’alta tensione partiva proprio dalla sua abitazione per incanalarsi in un traliccio poco distante. I cavi dell’alta tensione, non solo sono in grado di trasportare milioni di Watt, perciò qualche “brillamento” lungo il tragitto è assai probabile, ma durante le ore notturne sono altamente riflettenti. Infatti è sufficiente un flusso di fari automobilistici continuo per eccitare la loro riflettanza, e dare così l’illusione di una formazione di inspiegabili scie nel cielo. Se vi è un’autostrada nelle vicinaze o una statale molto frequentata, e si ha la sfiga di avere la finestra della propria camera da letto sulla diagonale di questa riflettanza, o si ha uno spirito critico sufficientemente sviluppato per capire dove stia la magagna, o si finisce col cadere in assurde paranoie.
Cosa avrei dovuto fare a quel punto? Prendere il signore a braccetto e durante una breve camminata campagnola spiegargli tutte le nozioni e i principi fisici della propagazione della luce? Meglio di no. Non avrebbe di certo potuto capire, perciò decido di fare finta di niente e attendere il momento propizio, con la speranza che in presenza del fenomeno avessi potuto far notare al signore l’origine del suo problema con i suoi stessi occhi. Così, dopo una lauta cena, una discreta chiacchierata con l’offerta di un grappino affinato in legno, il signore mi invita a seguirlo in camera sua. Avendo percepito così la sua assoluta buona fede, mi apposto in camera in attesa del fenomeno che, come oramai sapevo, si propagava proprio grazie ai cavi dell’alta tensione. Così, senza perdere altro tempo, invito il signore ad avvicinarsi al vetro e osservare con i suoi occhi che il fenomeno era di origine assolutamente natuale, e che si manifestava proprio al passaggio delle automobili. In un primo momento, il mio ospite rimane alqaunto incredulo alla mia affermazione (LUI!!!) dicendomi “non è possibile… loro esistono, devono esistere per forza…”, e con molta reticenza si decide ad avvicinarsi per verificare. Così, una volta compreso che il suo fenomeno “ufologico” era in realtà una banalità, il suo coportamento nei miei confronti è mutato radicalmente. Ovvero… da gentile e socievole ospite è passato in un nanosecondo a scontroso e antisociale. In pratica, la mia analisi terra-terra gli aveva distrutto la vaga possibilità di essere uno di quei pochi “fortunati” che secondo il Prof. Malanga “hanno anima” poichè vengono visitati e rapiti dagli alieni. Difatti tutta la chiacchierata avvenuta durante la cena si era sviluppata proprio intorno a questo argomento, e avrei dovuto capire da lì che lui si sentiva esattamente “uno di quelli”.
Così, decido di lasciarlo alla sua illusione. Chi sono io per levargliela? Nessuno. “Tolgo il disturbo” e mi avvio verso l’autostrada visibilmente arrichito di un’altra esperienza. Una ennesima conferma che in giro vi è uno psichismo dilagante gretto, meschino e totalmente fuori controllo, e che la voglia di credere sormonta qualsiasi desiderio di conoscere, utilizzando “I FATTI” come unico metro di misura. Non che questo smonti tutti quei fenomeni che sono davvero genuini (e ce ne sono in giro), ma è evidente che certe informazioni, diffuse in larga scala senza l’usofrutto di un qualsiasi filtro etico, generano nella popolazione “falsi miti” e “false credenze”, esattamente come si denuncia la Chiesa di aver fatto. E’ possibile rompere un dogma con altri dogmi? Per quanto mi riguarda è assolutamente possibile ed è quanto è accaduto: tutto viene preso “per vero” senza alcuno spirito critico poiché “veri” sono certi argomenti. Così, se certi argomenti sono veri allora lo sono, a vari livelli, tutti quanti.
Alla scuola alessandrina di Ipazia, figlia di Teone, si formò Sinesio di Cirene, che in seguito fu vescovo di Tolemaide, uno dei filosofi più sapienti e dei più grandi poeti del cristianesimo dei primi secoli. Fu lui a scrivere: “Il popolo si burlerà sempre delle cose facili da comprendere, perché ha bisogno di imposture”. Quando lo si volle elevare alla dignità episcopale, scrisse una lettera indirizzata a uno dei suoi amici: “Uno spirito amico della saggezza, che contempla da vicino la verità, è costretto a camuffarla per farla accettare dalle moltitudini. In effetti, esiste una grande analogia tra la luce e la verità, come tra i nostri occhi e le intelligenze ordinarie. Se l’occhio riceve all’improvviso una luce troppo fulgida, rimane abbagliato, e i barlumi temperati dall’ombra sono i più adatti a chi ha la vista debole; è per questo motivo che, secondo me, le finzioni sono necessarie al popolo, e che la verità diventa funesta per coloro che non hanno forza bastevole per contemplarla in tutto il suo fulgore. Se le leggi sacerdotali permettono la riserva dei giudizi e l’allegoria delle parole, potrei accettare la dignità che mi viene proposta, a condizione che mi sia permesso di essere filosofo in casa mia, e all’esterno narratore di parabole e di apologhi… Che cosa potrebbero avere in comune, infatti la moltitudine vile e la sublime saggezza? La verità deve essere tenuta segreta: le folle hanno bisogno di un insegnamento proporzionale alla loro ragione imperfetta”.
Qual’è dunque il confine tra una “religione teologica” e una “ufologica”? Molto sottile poiché entrambe hanno a che fare con elementi “soprannaturali” la cui natura e identità sono ancora bene da definire, e fintanto che queste realtà saranno sempre dipinte dalla propaganda imperante come “esterne” a noi, e quindi non come una diretta “causa” proveniente DA NOI, saremo sempre in bilico tra la voglia di credere e la voglia di conoscere. Colui che espone pubblicamente delle teorie CREDENDO in prima persona nell’oggetto dei suoi studi, svilupperà tutte le sue ipotesi in completa risonanza. Ci vuole infatti coraggio ad andare oltre se stessi, a mettersi in gioco e in discussione allo stesso tempo, pronti a ricredersi se necessario, poiché credere non è conoscere e conoscere non è credere, ma verificare, portare dentro e per mezzo dell’intuito sviluppare teorie che siano in completa armonia con tutte le cose. L’Universo, la materia e tutto quello che vi è nel mezzo SONO ARMONIA, pura, semplice, eppure matematicamente ineccepibile. Solo osservando nella sua interezza lo spettro armonico depositario di tutte le cose, vi si scoprono pian piano tutte le ragioni per l’esistenza di ogni singola legge.
Nell’attesa di avere delle risposte, almeno sui fenomeni genuini, pensiamo a tutto questo rilascio di informazioni degli ultimi anni; pensiamo a cosa disse Sinesio, magari reggendo tra le dita un bicchierino di un sano grappino affinato in legno.
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è proprio vero.. c’è talmente tanto psichismo gretto e dilagante, meschino e totalmente fuori controllo per cui la voglia di credere sormonta qualsiasi desiderio di conoscenza, come tu dici, e a volte ci si ritrova talmente invischiati, come in trappola, di queste fauci illusorie che ci si lascia contagiare..
e quando è cosi..
la verità diventa funesta per coloro che non hanno forza bastevole per contemplarla in tutto il suo fulgore (proprio come disse Sinesio).
e sono d’accordo sul fatto che:
Colui che espone pubblicamente delle teorie CREDENDO in prima persona nell’oggetto dei suoi studi, svilupperà tutte le sue ipotesi in completa risonanza con il suo credo.
mi dispiace e nello stesso tempo sono contento per quell’uomo, e credo che questa esperienza gli abbia fato bene infine, un bene che coglierà in pieno solo quanto saprà togliersi di dosso questi nuovi dogmi, purtroppo molto forti e apparentemente logici.. ma che sono sicuro non convincono realmente nessuno a pieno, nemmeno chi li propaga.
e spero che questo articolo lo leggano in tanti come lui.
Ti ammiro per la pazienza che hai avuto con lui